Cronaca

Differenziata, quale risparmio?

I benefici economici per i cittadini sono esigui, se non addirittura nulli

Differenziata, quale risparmio?

In questi giorni stiamo constatando le difficoltà di alcune città nella raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, con la ricerca di nuovi siti di compostaggio pur essendoci sul territorio i termovalorizzatori. Essi dovrebbero servire a ridurre gli effetti ambientali derivanti dall’assenza della raccolta differenziata che, se fatta nei modi esatti, porterebbe ad un considerevole risparmio per l’utente.

Sul nostro territorio la si sta potenziando sia con appositi contenitori, sia con la raccolta porta a porta. Una domanda sorge spontanea. C’è una valenza ambientale ed economica per questo tipo di raccolta? Considerando che il termovalorizzatore (Cà del Bue) non ha prodotto gli effetti sperati, penso proprio di no. Nel 2008 l'Amia ha aumentato la TIA di un 6,7% a carico dei privati e di un 17,67% a carico delle attività produttrici, comunicando che gli aumenti sarebbero serviti al potenziamento della raccolta differenziata. Nel contempo il Cda e la presidenza pensarono bene di aumentare il proprio emolumento. Nel 2009 la Corte Costituzionale sentenziò che l’IVA sulla TIA non doveva essere applicata. Gli amministratori provvidero a cancellare, per il 2010, la tassa aumentando la tariffa del 7%, lasciandone così invariato l’ammontare.


A cosa serve la raccolta differenziata se non ci sono le strutture adatte? Qual è il risparmio di cui l’utente può beneficiare dalla differenziata? Direi molto esiguo. Se non addirittura nullo. L’unico che si differenzia è l’utente, che deve ricordarsi di differenziare e posizionare i rifiuti nei giorni e orari indicati.

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