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Foto di repertorio

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In coma in ospedale, le portano via tutto. Lei si sveglia e li denuncia

Spetta al pubblico ministero la richiesta di rinvio a giudizio per il cugino della vittima e la moglie di lui. Le accuse sono diverse: violazione di domicilio e della corrispondenza, falso, furto e anche maltrattamento di animali

Una commerciante veronese ha denunciato suo cugino e la moglie di lui ed, al termine delle indagini, spetta al pubblico ministero la richiesta di rinvio a giudizio per i due. Le accuse sono diverse: violazione di domicilio e della corrispondenza, falso, furto e anche maltrattamento di animali.

L'intera storia è stata raccontata dalla vittima a Fabiana Marcolini de L'Arena e comincia lo scorso 19 febbraio quando la donna si è sentita male ed è stata ricoverata in ospedale nel reparto di terapia intensiva. Insieme alla donna c'erano il cugino e la moglie, i quali si sono tenuti la borsa della commerciante con le chiavi, i documenti, il cellulare e tutto il resto. I due non avrebbero detto ai medici che la donna aveva una sorella e così hanno avuto campo libero su tutte le sue proprietà, dai conti in banca alle merci del negozio, fino anche ai tre cani della parente, la quale era in stato di coma farmacologico in ospedale e non poteva difendersi.

Nove giorni dopo il ricovero, la paziente è uscita dal coma e la notizia è stata riferita anche alla sorella che è corsa in ospedale col marito, ma la moglie del cugino li ha fatti allontanare, dicendogli di non firmare alcuna carta per non avere problemi con i creditori della donna. Creditori che non esistevano e nel frattempo il cugino e la moglie hanno sparso la voce che la vittima delle loro macchinazioni era in stato vegetativo, incapace di intendere e volere, e che erano loro a farne le veci.

Trascorse un'altra decina di giorni e la paziente rispondeva bene alle cure, ma non poteva comunicare con nessuno. Il malore era stato procurato da un'infezione trascurata, ma dopo l'operazione si stava riprendendo. Nel frattempo, però, fuori i conoscenti pensavano che lei era ridotta a un vegetale perché le uniche comunicazioni che uscivano dall'ospedale erano quelle del cugino e della moglie di lui.
La svolta positiva è avvenuta quando la migliore amica della commerciante è andata a trovarla e dopo di lei anche altri amici e colleghi hanno potuto constatare che la situazione era ben diversa da quella raccontata dai due parenti di lei.

Quando la paziente è stata trasferita in neuroriabilitazione, il cugino le ha riportato la borsa, ma intanto aveva cancellato da tablet e cellulare tutte le chiamate. Infine, la commerciante è tornata a casa è ha scoperto quello che le avevano fatto, i soldi spariti dal conto corrente e la merce del negozio venduta o finita chissà dove. Alla donna non è restato altro da fare che denunciare il parente e sua moglie, fornendo agli investigatori tutte le prove in suo possesso.

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