Deroga agli spostamenti per chi soffre di disabilità intellettive o autismo

Anche chi è affetto da patologie psichiatriche ad elevata necessità di supporto può uscire dalla propria abitazione con l'assistenza di un accompagnatore, limitando l'uscita allo stretto necessario

Foto di repertorio

Lo aveva anticipato anche il sindaco di Verona Federico Sboarina nel consueto appuntamento quotidiano sulle novità che riguardano l'emergenza coronvirus: sono state disposte alcune deroghe all'ordinanza del presidente della Regione Veneto Luca Zaia per quanto riguarda le uscite e gli spostamenti delle persone con gravi disabilità intellettive, disturbi dello spettro autistico e patologie psichiatriche ad elevata necessità di supporto.

Sono tutte persone - ha detto l'assessore regionale a sanità e sociale Manuela Lanzarin - alla quali è un dovere civile prestare tutta l'attenzione possibile. Così abbiamo fatto, individuando, con il supporto degli esperti, situazioni nelle quali è opportuno derogare a regole che vanno benissimo per la popolazione in generale, ma che possono risultare penalizzanti per alcune categorie di cittadini meno fortunati. Questi soggetti sono, ad esempio, spesso connotati da particolari problemi comportamentali incompatibili con una lunga permanenza in spazi chiusi.

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Di conseguenza, la deroga prevede che le persone affette da tali patologie possano uscire dalla propria abitazione con l'assistenza di un accompagnatore, limitando l'uscita allo stretto necessario e adottando tutte le misure di prevenzione raccomandate dalle norme (distanza interpersonale con terze persone, uso di mascherine).
L'accompagnatore avrà cura di portare con sé apposita autocertificazione, corredata dal certificato medico, attestante la sussistenza delle condizioni di salute che sono alla base della deroga. È compito dell'Ulss provvedere a consegnare il certificato alla famiglia o al tutore, evitando così spostamenti sul territorio.

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