Cronaca Via Parallela

Altro che zona rossa e coprifuoco: sorpresi in strada tra auto danneggiate e poi denunciati

L'episodio avvenuto la scorsa notte ha visto protagonisti un gruppetto di ragazzi a Legnago

Carabinieri di Legnago

È finita con un arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, nonché con tre denunce in stato di libertà per "tentato furto e danneggiamento aggravato", la serata di tre giovani cittadini marocchini domiciliati a Legnago. Il fatto, secondo quanto riportato in una nota dai militari dell'Arma, è accaduto in via Parallela, la notte tra domenica 3 e lunedì 4 gennaio, in seguito alla richiesta d’intervento di alcuni residenti che avevano segnalato alle forze dell'ordine la presenza di tre esagitati in strada, vicino ad alcune auto in sosta.

Al loro arrivo, i carabinieri del NOR e della stazione locale spiegano che uno dei tre giovani avrebbe tentato di dileguarsi fuggendo a piedi. Una volta raggiunto si sarebbe inoltre scagliato contro i militari, per fortuna senza conseguenze. I carabinieri spiegano quindi che da una più attenta verifica sarebbe risultato che alcune delle auto nei pressi delle quali si trovavano i giovani, erano state danneggiate. L'ipotesi dei carabinieri è che all'origine vi fosse «l’intento di impossessarsi di beni eventualmente ritrovati al loro interno».

Proprio per questo motivo, spiegano i carabinieri, tutti i giovani sono stati deferiti in stato di libertà per il tentativo di furto e danneggiamento, mentre nei confronti del fuggitivo i militari dell'Arma hanno proceduto all’arresto, poi convalidato nel corso dell’udienza svoltasi stamattina davanti al tribunale scaligero. Il giudice, nell’occasione, ha disposto nei confronti del giovane la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria sino alla celebrazione del dibattimento. Essendo ieri sera fino alla mezzanotte vigente il regime della "zona rossa" e, dalle ore 22 essendo poi entrato come sempre in vigore per di più il cosiddetto "coprifuoco", i carabinieri riferiscono infine che nei confronti dei giovani magrebini hanno proceduto anche alla contestazione delle violazioni in tema di misure per il contenimento della pandemia da Sars-Cov-2. 

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