Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Via Maggiore Alessandro Negri di Sanfront

Delitto di Pastrengo, avanzano le indagini e lunedì ci sarà l'esame autoptico

Proseguono le indagini da parte dei Carabinieri della Compagnia di Peschiera in merito all'efferato omicidio di Alessandra Maffezzoli

Proseguono anche in queste ore le indagini da parte dei Carabinieri della Compagnia di Peschiera, impegnati nel tentativo di rcostruire con quanta più esattezza possibile l'efferato omicidio di Alessandra Maffezzoli, avvenuto la sera di mercoledì 8 giugno all'interno dell'abitazione di lei a Pastrengo in via maggiore Negri.

Tra gli elementi fondamentali che ancora restano da chiarire c'è ovviamente la provenienza della principale arma del delitto, un grosso coltello da cucina che si tratta di comprendere se l'assassino avesse già con se, ed in questo caso la sua posizione sarebbe aggravata dall'evidente premeditazione, o in alternativa se la lama in questione sia stata rinvenuta dal 53enne nella cucina della vittima ed utilizzata al culmine della lite tra i due.

Nel frattempo l'autopsia sul corpo martoriato da decine di colpi inferti con brutale violenza della maestra elementare di 46 anni, sarà eseguita nella giornata di lunedì presso l'Istituto di Medicina legale del Policlino. In questa sede si farà dunque chiarezza anche sulla dinamica dell'aggressione che ha portato alla morte di Alessandra Maffezzoli. Nello specifico si dovebbe accertare se la causa del decesso sia stata  sin da subito l'iniziale colpo alla nuca con un oggetto contundente o se siano state le successive coltellate.

Ma al vaglio degli investigatori vi sono anche e soprattutto i tabulati telefonici dei due soggetti. Si tratta infatti di comprendere quali fossero esattamente i rapporti tra i due nell'ultimo periodo. La frequentazione era certamente proseguita, ma quel che a una prima analisi della vicenda sembrerebbe abbastanza evidente è che Alessandra non ne fosse affatto contenta.

Tuttavia la donna di fronte all'insistenza dell'ex compagno che pretendeva di vederla nonostante la loro relazione si fosse conclusa da tempo, non si era mai opposta con risolutezza continuando anzi a farlo accedere nella sua abitazione. Persino dopo l'episodio significativo dello specchietto dell'automobile rotto appositamente, la Maffezzoli aveva sì segnalato il fatto ma senza procedere con una denuncia per "stalking" nei confronti dell'ex. Quest'ultimo intanto resta in carcere a Montorio dove, a seguito delle prime dichiarazioni rilasciate in uno stato definito dai testimoni presenti "confusionale", ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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