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Una delle foto del 1991

Una delle foto del 1991

Delitto Armando: l'unica imputata cambia la sua versione dei fatti

Sentita nelle scorse ore dal tribunale, la donna accusata dell'efferato omicidio di oltre vent'anni fa ora avrebbe un alibi: durante l'assassinio lei sarebbe stata al capezzale della madre

Nuove svolte sul tragico caso Armando, il terribile omicidio che 22 anni fa sconvolse San Bonifacio e tutta la provincia scaligera. Sentita nelle scorse ore dalla corte, Alessandra Cusin, unica imputata per il delitto, ha infatti cambiato radicalmente la sua deposizione originale: "Mentre uccidevano Maria Armando, il 23 febbraio del 1991, io stavo assistendo mia madre malata".

NUOVO ALIBI - Questa rivelazione, la dichiarazione di essere stata altrove la notte dell'omicidio, è prorpio il passaggio chiave della deposizione di Alessandra Cusin al processo per l'omicidio di Maria Armando. L'imputata ha spiegato che all'ora del delitto si trovava al capezzale della madre, gravemente malata di cancro, e di essere andata sul luogo del delitto solo diverse ore più tardi, di sera, attirata dalle ambulanze, essendo a poca distanza dalla sua abitazione di allora. La 38 enne padovana, con un lungo passato da tossocodipendente, poi ha detto di avere conosciuto Katia Montanaro, una delle due figlie della vittima, solo quattro mesi più tardi: risale all'estate infatti la frequentazione con la ragazza e la decisione di andare a vivere insieme per un anno, proprio nell'appartamento dove venne uccisa Maria Armando, quell'appartamento che secondo l'accusa sarebbe il movente del delitto, nell'idea di vendere la casa per spartirsi i soldi.

TUTTO FALSO - Resta la questione dei racconti sull'omicidio fatti dalla Cusin, con tanto di particolari raccapriccianti, e che vennero registrati dai Carabinieri. Secondo l'imputata sono tutte invenzioni, solo per farsi bella e apparire più tosta, una dura agli occhi del compagno di allora: Mauro Franco, che poi andò a spifferare tutto ai Carabinieri facendo ripartire le indagini. Il 4 febbraio la prossima udienza del processo: in agenda la discussione tra le parti, è attesa la sentenza.

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