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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Delitto Armando, la Cusin "sa cose che non poteva sapere"

Gli inquirenti convinti: "Nelle intercettazioni racconta dettagli che non erano stati resi pubblici"

Alessandra Cusin era a conoscenza di dettagli che non avrebbe povuto sapere se non avendo partecipato al delitto. I carabinieri di San Bonifacio ne sono convinti. La donna, ormai 37enne, è stata arrestata ieri sera con l'accusa di omicidio in concorso di Maria Grazia Armando Montanaro, infermiera finita con 21 coltellate nella sua casa nel primo pomeriggio del 23 febbraio 1994. Alessandra Cusin avrebbe raccontato nelle intercettazioni particolari che non sarebbero mai stati resi di dominio pubblico. Quei racconti fatti all'ex compagno Franco Mauro la inchioderebbero. La donna è stata fermata verso le 20.00 di ieri mentre stava rincasando con il suo nuovo partner in una casa in via Moretto da Brescia a Padova.

GLI ELEMENTI CHE NON DOVEVA SAPERE - Secondo gli inquirenti lei non poteva sapere che le quattro persone che avrebbero partecipato al delitto (l'arrestata, una figlia della vittima, Cristina, 38enne, il suo fidanzato, Salvador Versaci, 40enne, e Marika Cozzula, 36enne) avevano inscenato un tentativo di rapina del videoregistratore per sviare le indagini, e nemmeno che era stata preparata una quantità di riso superiore alle abitudini della donna, che di solito era parsimoniosa con le porzioni. Questo, assieme alla quantità di piatti nel lavello da lavare, per indurre a pensare che il giorno dell'omicidio la vittima non fosse sola in casa. In più i carabinieri hanno incrociato tre indizi che farebbero crollare il castello di alibi costruito dagli indagati. Anzi, gli agenti si dicono sicuri di essere in possesso di un elemento preciso, che non vogliono divulgare, che dimostrerebbe che il delitto sarebbe stato meditato per mesi prima di essere perpetrato.

CAMBIA L'ORA DEL DELITTO - L'autopsia sul corpo di Maria Grazia Armando dimostrerebbe che non era passata più di un'ora da quando la donna aveva mangiato prima di essere accoltellata a morte. Elemento importante, perché i militari dell'Arma di San Bonifacio, riprendendo in mano gli atti delle indagini, hanno sottolineato come i vicini di casa, sia quelli che vivevano dirimpetto all'appartamento, sia quelli al piano di sotto, avevano riferito già diciassette anni fa di aver sentito i lamenti della donna verso le due o due e mezza. Questo l'orario in cui gli inquirenti sono convinti sia stata uccisa Maria Grazia Armando. Non più alle sei e mezza di sera. Non più mentre la figlia Cristina aveva raccontato di essere andata al cinema a Milano. L'altra sorella, Katia, ora 36enne, secondo gli inquirenti sarebbe stata la "mente" del gruppo. Per crearsi un alibi, sempre secondo i carabinieri, lei andò a lavorare per poi simulare di aspettare che la madre la venisse a prendere.

PROBABILE IL RINVIO A GIUDIZIO PER TUTTI E CINQUE GLI INDAGATI
- Questo è un quadro indiziario. Prove non ce ne sono. Ma probabilmente presto ci sarà il processo, e verranno messi a disposizione del giudice. Alessandra Cusin continua a professarsi innocente. Il via libera della Cassazione per l'arresto della 37enne era arrivato alle 12 di ieri, che ha preso per buoni gli elementi presentati dal pubblico ministero Giulia Labia e, soprattutto, ha creduto alle frasi di Alessandra Cusin proferite nel 2008, e poi ribadite nel 2010, sulla sua volontà di uccidere gli anziani zii di San Bonifacio per l'eredità. Per questo motivo lei è l'unica a essere in carcere. Le altre quattro persone rimangono comunque indagate.

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