«Io resto a casa»: chiarimenti dei sindaci e il prefetto coordina i controlli

Il primo cittadino di Verona: «Il prefetto coordina le forze dell'ordine sul territorio provinciale. Le verifiche non sono volute per fare repressione, ma per tutelare la salute pubblica»

Foto di repertorio

Anche oggi, 10 marzo, il prefetto di Verona Donato Giovanni Cafagna ha tenuto un video conferenza di aggiornamento sul coronavirus con i sindaci veronesi, con il presidente della provincia Manuel Scalzotto e con il direttore generale dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi. Al centro della discussione, ovviamente, i dubbi sul nuovo provvedimento preso ieri sera dal Governo ed entrato in vigore da oggi. Il provvedimento che ha uniformato in tutta Italia i divieti finalizzati alla limitazione dei contagi e che è stato ribattezzato «Io resto a casa».

Oltre alle delucidazioni già illustrate dal governo, i sindaci hanno condiviso le spiegazioni e le risposte alle domande, piccole e grandi, che sono emerse in ambito locale. Gli urp dei comuni, le polizie locali, ma anche le pagine social dei sindaci, sono state tempestate di richieste di chiarimenti su molti aspetti della vita quotidiana interessati dal decreto governativo.
E ai cittadini che hanno ancora domande da rivolgere alle amministrazioni, prima di recarsi fisicamente agli sportelli, è sempre utile contattare gli uffici di cui si ha bisogno, chiamando o inviando mail. Attraverso i siti internet dei comuni, infatti, è già possibile gestire molte pratiche da casa, senza alcuna necessità di spostarsi.

Le richieste di chiarimento che ci sono arrivate sono state molte - ha detto il sindaco di Verona Federico Sboarina a nome di tutti i sindaci - per questo abbiamo deciso di condividere questo testo in cui proviamo a rispondere ai dubbi che sono emersi tra i nostri cittadini. Abbiamo voluto dare risposte a quesiti che riguardano la vita quotidiana delle nostre comunità in modo da eliminare incertezze su cosa ciascuno può o non può fare.

E questa mattina, sempre in video conferenza, si è tenuto anche il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza, sempre per approfondire le misure dell'ultimo decreto emanato dal presidenza del consiglio. Le misure certe sono: fino al 3 aprile sospesa l'attività scolastica, dai nidi all’università, ci si può muovere solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o di salute. Vietata ogni forma di assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico; attività di ristorazione e bar consentite dalle 6 alle 18 con obbligo a carico del gestore di far rispettare le distanze di sicurezza fra le persone di almeno un metro; nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita. Sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.
Come previsto dal decreto, è affidato al prefetto il monitoraggio dell'attuazione delle norme. «I controlli sugli spostamenti e assembramenti sono già attivi - ha spiegato il sindaco Sboarina - Il prefetto coordina le forze dell'ordine sul territorio provinciale. Le verifiche non sono volute per fare repressione, ma per tutelare la salute pubblica e informare le persone sull’applicazione corretta del decreto».

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Oltre all'emergenza sanitaria, l'altra questione all'attenzione dei sindaci è la tutela dei legittimi interessi delle attività produttive e dell'economia locale, compreso il bilancio delle famiglie. «Per quanto possibile non ci stiamo dimenticando dell'emergenza economica - ha concluso Sboarina - Siamo di fronte ad una vera e propria calamità, un terremoto che fa barcollare il sistema produttivo locale e nazionale. Ecco perché continueremo a lavorare insieme, istituzioni e sindaci, per chiedere interventi strutturali e urgenti per le tante attività imprenditoriali che si trovano in grande difficoltà. Anche il Comune, fino a quando ha potuto, lo ha fatto. La settimana scorsa, quando le regole erano molto meno restrittive, abbiamo anticipato l’apertura dei plateatici e posticipato il pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico a sostegno dei locali del centro, abbiamo concesso le gratuità per il parcheggio serale e festivo per sollevare i bilanci dei cittadini da un costo quando ancora gli spostamenti erano concessi. Inoltre, abbiamo stabilito il rimborso delle rette scolastiche e delle spese per le mense proprio per andare incontro alle famiglie».

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