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Il premier Giuseppe Conte

Il premier Giuseppe Conte

Nuovo decreto-legge: visite a casa una volta al giorno, stop mobilità tra Regioni e zona bianca

Il governo proroga al 30 aprile lo stato di emergenza, spostamenti vietati tra Regioni fino al 15 febbraio. Nasce l'area bianca, ma sarà più semplice passare dalla gialla all'arancione

Nella serata di mercoledì 13 gennaio, il Consiglio dei ministri su proposta del presidente Giuseppe Conte, vista la nota del ministro della Salute e il parere del Comitato tecnico scientifico, ha deliberato la proroga fino al 30 aprile 2021 dello "stato d’emergenza". Quest'ultimo era stato dichiarato in conseguenza della dichiarazione di "emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale" da parte della Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il ministro Speranza aveva comunicato giusto ieri alla Camera dei deputati la volontà di prorogarlo. 

Spostamenti tra Regioni vietati fino al 15 febbraio

Lo stesso Consiglio dei ministri di ieri ha poi approvato un nuovo decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione di Covid-19. Il testo proroga, come visto, fino al 30 aprile 2021 il termine entro il quale potranno essere adottate o reiterate le misure finalizzate alla prevenzione del contagio ai sensi dei decreti-legge n. 19 e 33 del 2020.

Il decreto-legge approvato ieri, inoltre, conferma fino al 15 febbraio 2021 il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

La visita a casa una sola volta al giorno anche in area gialla

Il governo nel nuovo decreto-legge introduce una disposizione che, aspettando il nuovo Dpcm, parrebbe essere l'antipasto di una mezza rivoluzione per quanto riguarda la mobilità in tutte le aree di rischio sin qui conosciute. Se infatti fino ad oggi la mobilità in zona gialla è stata intesa come "libera" dentro la propria Regione, mentre in zona arancione "libera" dentro il proprio Comune, le cose potrebbero mutare dal 16 gennaio.

Il testo del decreto-legge approvato ieri, infatti, come poi enucleato anche in una nota stampa ufficiale del governo, stabilisce che dal 16 gennaio fino al 5 marzo 2021 «sull’intero territorio nazionale» si applichino alcune nuove misure. Tra queste vi è la ben nota disposizione della cosiddetta "visita a casa", la quale viene nel nuovo decreto-legge stabilita come consentita «una sola volta al giorno» tra le 5 e le 22. Questa che era nata come una deroga ai divieti di spostamento, è chiaro che se applicata però alla zona gialla, cioè appunto sull'intero territorio nazionale, si rivela in realtà essere una restrizione: la mobilità in zona gialla finora è rimasta libera a livello di tutta la Regione e, quindi, fare visita a qualcuno era consentito quante volte si voleva e spostandosi in quante persone si voleva verso abitazioni private interne alla propria Regione. Al contrario, nel decreto-legge viene consentito per la zona gialla di compiere lo spostamento verso un'altra abitazione privata «una sola volta al giorno» all'interno della propria Regione e per «un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione».

Stesso discorso per la zona arancione, dove fino ad oggi la mobilità interna al proprio Comune è stata concepita come libera e dunque fare visita ad amici e parenti era possibile anche più volte al giorno e spostandosi in quante persone si volesse senza bisogno di alcuna deroga. Al contrario il nuovo decreto-legge stabilisce che sia in area arancione che in area rossa «spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata» è anzitutto consentito solo all'interno del proprio Comune, ma trovano così allora applicazione anche tutte le restrizioni descritte nel nuovo decreto-legge per questo peculiare spostamento, cioè in sostanza: «una sola volta al giorno» e per «un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione» (oltre ovviamente al rispetto del "coprifuoco"). In breve, tutto ciò sembrerebbe prefigurare un'ulteriore restrizione della mobilità, con peculiare riferimento agli spostamenti verso le abitazioni private abitate, sia per la zona gialla che per la zona arancione, le quali dovrebbero dunque trovare una nuova e, su questo aspetto, inedita "descrizione" normativa nel prossimo Dpcm oggi in via di approvazione. Così scrive il governo nella sua nota stampa:

«Inoltre, dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:

- è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le ore 22, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti»;

Nella stessa nota del governo, infatti, così come nel testo del decreto-legge, viene chiarito che qualora una Regione sia in una zona dove la mobilità è limitata a livello comunale, vale pur sempre la deroga dei "30 km" per i piccoli Comuni con meno di 5 mila abitanti:

- «qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia».

Viene istituita la zona bianca

Nel nuovo decreto-legge, così come annunciato dal ministro della Salute Roberto Speranza, è stata poi introdotta ufficialmente una nuova area di rischio oltre alla gialla, arancione e rossa, vale a dire la cosiddetta "zona bianca". In tale area bianca, potranno essere collocate le Regioni con uno scenario di "tipo 1" (identificato nel solito documento dell'Istituto Superiore di Sanità con indice Rt al di sotto del valore 1), un livello di rischio "basso" e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In breve, nella zona bianca non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) per le aree gialle, arancioni e rosse, ma le attività si svolgono semplicemente secondo gli specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate con Dpcm delle specifiche misure restrittive, in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.

Più semplice l'ingresso in area arancione

Con il nuovo decreto-legge vengono confermati i parametri con i quali si entra in zona arancione e rossa, vale a dire rispettivamente con Rt tra 1 e 1,25 per l'area arancione ed Rt da 1,25 in poi per l'area rossa. Tuttavia, è stato altresì stabilito che anche per quelle Regioni che presentino uno scenario di "Tipo 1" ma abbiano un «livello di rischio alto» ed una «analoga incidenza settimanale dei contagi» possa scattare la zona arancione. In sostanza restare in zona gialla sarà più difficile e, al contrario, il passaggio in zona arancione più semplice, poiché potrà avvenire con indici Rt anche inferiori al valore 1, semplicemente con un «livello di rischio alto» indicato all'esito del monitoraggio (il prossimo è venerdì 15 gennaio). Cosa che è di fatto quanto avvenuto già la scorsa settimana per il Veneto, una Regione con indice Rt=0,97, quindi non compatibile con lo scenario di "tipo 2" ma che ugualmente si è trovata in zona arancione.

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