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Il presidente del Consiglio Mario Draghi

Il presidente del Consiglio Mario Draghi

Approvato decreto-legge: vecchio Dpcm prorogato al 30 aprile e zona gialla sospesa

Le principali misure del Dpcm 2 marzo saranno ancora valide fino al 30 aprile, ma la scuola torna in presenza fino alla prima media anche in zona rossa. Restano chiusi bar e ristoranti, fino a fine mese l'Italia sarà divisa in zona arancione o rossa e resta il parametro dei 250 casi

Il Consiglio dei ministri si è riunito mercoledì 31 marzo 2021 a palazzo Chigi, sotto la presidenza del presidente Mario Draghi ed ha approvato un nuovo decreto-legge che reca misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, oltre che in materia di vaccinazioni anti Sars-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici. Per quanto riguarda la gestione della fase pandemica, la principale novità è che il decreto-legge approvato proroga le misure del Dpcm 2 marzo 2021 ed alcune tra quelle contenute nel decreto-legge 13 marzo 2021 fino al prossimo 30 aprile. Così si legge infatti nella nota ufficiale di palazzo Chigi:

«Il testo prevede la proroga fino al 30 aprile 2021 dell’applicazione delle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 marzo 2021 (salvo che le stesse contrastino con quanto disposto dal medesimo decreto-legge) e di alcune misure già previste dal decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30. In particolare, la proroga riguarda:

- l’applicazione nelle zone gialle delle misure della zona arancione;

- l’estensione delle misure previste per la zona rossa in caso di particolare incidenza di contagi (superiori a 250 casi ogni 100 mila abitanti e nelle aree con circolazione delle varianti) sia con ordinanza del Ministro della salute che con provvedimento dei Presidenti delle Regioni;

- la possibilità, nella zona arancione, di uno spostamento giornaliero verso una sola abitazione privata abitata in ambito comunale».

In sostanza, fino al 30 aprile prossimo, molte cose resteranno uguali a come le conosciamo, a cominciare dal fatto che bar e ristoranti dovranno limitarsi al solo servizio d'asporto e domicilio, poiché la zona gialla di fatto sparisce dalla circolazione, essendo che anche quelle Regioni che presenteranno dei dati epidemiologici da zona gialla si vedranno applicare le norme dell'area arancione. Oltre a ciò, resta anche il parametro dell'incidenza di positività superiore ai 250 casi ogni 100 mila abitanti per far scattare la zona rossa in una Regione, come avvenuto per il Veneto nell'ultimo monitoraggio in cui aveva un indice Rt da zona arancione ma 254 casi positivi ogni 100 mila abitanti ed è quindi rimasto zona rossa.

Vi sono degli elementi di novità, ad ogni modo. Anzitutto il fatto che «il testo prevede la possibilità entro il 30 aprile di apportare modifiche alle misure adottate attraverso specifiche deliberazioni del Consiglio dei ministri». A tal riguardo vi è chi ha parlato di una sorta di "commissariamento" del ministro della Salute, ma sarà da valutare quale potrà essere l'effettiva portata di queste eventuali deliberazioni del Cdm, se cioè nel concreto accadrà che in una Regione venga fatta scattare effettivamente la zona gialla a fronte di dati in miglioramento, o se si tratta in realtà soltanto di una formula vuota utile a quietare le spinte "aperturiste" di una componente del governo (la Lega). 

Altra novità annunciata è il ripristino della didattica in presenza dagli asili nido fino alla prima media in zona rossa: «Il provvedimento dispone che dal 7 al 30 aprile 2021 sia assicurato inderogabilmente, sull’intero territorio nazionale, lo svolgimento in presenza dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia, nonché dell’attività didattica del primo ciclo di istruzione e del primo anno della scuola secondaria di primo grado». Per i successivi gradi di istruzione, si legge sempre nella nota del governo, «è confermato lo svolgimento delle attività in presenza dal 50% al 75% della popolazione studentesca in zona arancione mentre in zona rossa le relative attività si svolgono a distanza, garantendo comunque la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali».

Le altre misure approvate

Il decreto-legge approvato il 31 marzo 2021 inoltre prevede:

  • esclude la responsabilità penale del personale medico e sanitario incaricato della somministrazione del vaccino anti Sars-CoV-2, per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale, allorché le vaccinazioni siano effettuate in conformità alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della salute relative;
  • introduce disposizioni volte ad assicurare l’assolvimento dell’obbligo vaccinale da parte del personale medico e sanitario, prevedendo una dettagliata procedura per la sua operatività e adeguate misure in caso di inottemperanza (assegnazione a diverse mansioni ovvero sospensione della retribuzione);
  • stabilisce che le previsioni già vigenti per i soggetti incapaci ricoverati presso strutture sanitarie assistite in merito alla manifestazione del consenso alla somministrazione del vaccino anti-Sars-CoV-2 siano estese anche alle persone che, pur versando in condizioni di incapacità naturale, non siano ricoverate nelle predette strutture sanitarie assistite o in altre strutture analoghe;
  • proroga al 31 luglio 2021 alcune disposizioni in materia di giustizia civile, penale, amministrativa, contabile e tributaria, prevede norme sullo svolgimento dell'attività giudiziaria in periodo di emergenza pandemica e reca modifiche al codice della giustizia contabile;
  • proroga al 31 maggio 2021 il termine concernente le procedure di assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori socialmente utili (LSU) e dei lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità (LPU) (Basilicata, Calabria, Campania e Puglia) nonché i contratti a tempo determinato degli LSU e LPU (Calabria), con oneri a carico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
  • estende agli enti del Terzo settore (ONLUS, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale) la disciplina prevista per lo svolgimento delle assemblee ordinarie con modalità semplificate per le società sino al 31 luglio 2021;
  • proroga dal 30 aprile al 15 giugno la scadenza entro la quale il Presidente del Consiglio dei Ministri deve assegnare alle Regioni interessate il termine per adottare i provvedimenti per il riequilibrio finanziario;
  • dispone deroghe per lo svolgimento dei concorsi pubblici prevedendo lo svolgimento di una sola prova scritta e una orale, con modalità decentrate. Si prevedono inoltre modalità ulteriormente semplificate (prova orale facoltativa) per i concorsi relativi al periodo dell’emergenza sanitaria e la possibilità a regime per le commissioni di suddividersi in sottocommissioni. È esclusa l’applicazione delle procedure derogatorie per il personale in regime di diritto pubblico. Inoltre, dal 3 maggio 2021 i concorsi riprenderanno in presenza nel rispetto delle linee guida del Comitato tecnico-scientifico;
  • consente lo svolgimento della prova scritta del concorso per magistrato ordinario indetto con decreto del Ministro della giustizia 29 ottobre 2019 anche in deroga alle disposizioni vigenti, che regolano lo svolgimento di procedure concorsuali nel corso dell’emergenza pandemica da COVID-19. Si prevede espressamente che l’accesso dei candidati ai locali destinati allo svolgimento della prova scritta e della prova orale sia subordinato alla presentazione di una dichiarazione sostitutiva, sulle condizioni previste dal decreto del Ministro della giustizia concernente l’accesso ai locali adibiti alle prove.
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