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Approvato il decreto. Pasqua in zona rossa, ma con visita a casa: Veneto rosso da lunedì

Il Veneto in zona rossa già da lunedì 15 marzo, mentre il Consiglio dei ministri ha appena approvato un nuovo decreto-legge che blinda le festività di Pasqua in tutta Italia

«Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 15 marzo. Passano in area rossa le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento che si aggiungono a Campania e Molise che restano in area rossa». È quanto apprende l'Ansa da fonti del ministero della Salute che poi aggiunge: «Tutte le altre Regioni, tranne le 9 indicate in rosso, saranno in area arancione per gli effetti del decreto-legge approvato stamane. È in corso una verifica sui dati della Basilicata. La sola Sardegna resta in area bianca».

Zona rossa in Veneto, come cambia la vita da lunedì: più divieti, negozi e parrucchieri chiusi

All'interno del monitoraggio settimanale dell'ISS si legge infatti che «sedici Regioni e province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, otto (Campania, Piemonte, FVG, Emilia-Romagna, Basilicata, Lombardia, Lazio, Veneto) hanno un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3». Il Veneto si trova dunque con una serie di dati perfettamente compatibili con la classificazione in zona rossa: l'indice Rt è pari a 1,28, la valutazione complessiva di rischio è "alto", così come l'incidenza settimanale di positività sui 100 mila abitanti è superiore ai 50 casi, essendo pari a 194.42.

Tra le misure più restrittive previste nella zona rossa ricordiamo quelle principali:

  • Spostamenti vietati già all'interno del proprio Comune, salvo motivi di lavoro, necessità o salute. Si esce di casa dunque sempre con autocertificazione e con un motivo valido tra quelli previsti dalle norme.
  • Divieto di spostamento verso le abitazioni private abitate, quindi niente più "visita a casa" nemmeno dentro il proprio Comune.
  • I negozi risultano essere chiusi, salvo quelli indicati come essenziali nella lista contenuta all'allegato 23 del Dpcm.
  • I servizi alla persona che non vengono sospesi sono solo quelli indicati nell'allegato 24 del Dpcm, dove sono assenti i parrucchieri e centri estetici che, dunque, in zona rossa devono chiudere.
  • Le attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado sono sospese (asili nido compresi).
  • Per bar e ristoranti è previsto come in zona arancione il solo servizio d'asporto e a domicilio.

Il nuovo decreto-legge in breve (valido dal 15 marzo al 6 aprile 2021)

In queste ore si è svolto inoltre il Consiglio dei ministri che ha approvato il nuovo decreto-legge che prevederà sempre dal 15 marzo nuove misure restrittive, in particolare per il periodo delle vacanze di Pasqua. Nel testo infatti si legge che «dal 3 al 5 aprile», cioè dal sabato prima di Pasqua al lunedì di pasquetta, le misure previste per la zona rossa si applicheranno «sull'intero territorio nazionale», ad ecezione però di quei territori che dovessero trovarsi in zona bianca. Tuttavia viene però aggiunto che sarà comunque possibile spostarsi all'interno della propria Regione verso una sola abitazione privata, una volta al giorno, massimo due persone, quindi ammettendo la cosiddetta "visita a casa" per lo scambio di auguri nei tre giorni del lungo weekend pasquale. "Visita a casa" che, come appena visto, risulterebbe altrimenti vietata in zona rossa anche dentro il proprio Comune. 

L'altra importante aggiunta che il decreto-legge apporta alle misure precedentemente fissate, con il Dpcm del 2 marzo 2021 che resterà comunque in vigore fino al 6 aprile 2021, riguarda la facilità aumentata con cui una Regione potrà ritrovarsi classificata in zona rossa all'esito del monitoraggio settimanale: «Le Regioni che avranno un numero settimanale di casi superiore a 250 ogni 100.000 abitanti passeranno automaticamente in zona rossa». Oltre a ciò, le Regioni con dati da zona gialla fino al 2 aprile saranno comunque classificate in zona arancione.

Il comunicato ufficiale del governo

Nel comunicato stampa ufficiale del governo si legge: «Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del Covid-19. In considerazione della maggiore diffusività del virus e delle sue varianti e in vista delle festività pasquali, al fine di limitare ulteriormente le possibili occasioni di contagio, il provvedimento stabilisce misure di maggiore intensità rispetto a quelle già in vigore, per il periodo compreso tra il 15 marzo e il 6 aprile 2021. il provvedimento stabilisce misure di maggiore intensità rispetto a quelle già in vigore, per il periodo compreso tra il 15 marzo e il 6 aprile 2021».

Quali sono queste misure? Le abbiamo in parte già elencate, ma le ripetiamo per punti così come le indica il governo nel comunicato ufficiale. Il testo prevede, tra l’altro, per tutto il periodo indicato, cioè dal 15 marzo al 6 aprile 2021:

  • «L’applicazione, nei territori in zona gialla, delle misure attualmente previste per la zona arancione;
  • L’applicazione delle misure attualmente previste per la zona rossa alle Regioni, individuate con ordinanza del Ministro della salute, in cui si verifichi una incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, a prescindere dagli altri parametri riferiti al colore della zona;
  • la facoltà per i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano di applicare le misure previste per la zona rossa, o ulteriori motivate misure più restrittive tra quelle previste dal decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, nelle Province in cui si verifichi un’incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti o nelle aree in cui la circolazione di varianti di SARS-CoV-2 determini alto rischio di diffusività o induca malattia grave».

Nel periodo che va dal 15 marzo al 2 aprile, oltre che per il giorno 6 aprile 2021, cioè il martedì successivo a pasquetta, è previsto dal decreto-legge che «nelle zone gialle e arancioni, sarà possibile recarsi in altre abitazioni private abitate solo una volta al giorno, tra le ore 5 e le 22, restando all’interno dello stesso Comune. Si potranno spostare al massimo due persone, che potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi».

Infine, nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, «sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni o Province autonome i cui territori si collocano in zona bianca, si applicheranno le misure stabilite per la zona rossa. In tali giorni, nelle zone interessate dalle restrizioni, gli spostamenti verso altre abitazioni private abitate saranno possibili solo una volta al giorno, tra le ore 5 e le 22, restando all’interno della stessa Regione».

Il governo spiega inolte che «si prevede, nei casi di sospensione delle attività scolastiche o di infezione o quarantena dei figli, per i genitori lavoratori dipendenti la possibilità di usufruire di congedi parzialmente retribuiti e, per i lavoratori autonomi, le forze del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, le forze dell’ordine e gli operatori sanitari la possibilità di optare per un contributo per il pagamento di servizi di baby sitting, fino al 30 giugno 2021». La ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini ha dichiarato via social: «È finito da poco il Consiglio dei ministri nel quale abbiamo dato via libera a congedi parentali e bonus baby sitter, risorse importanti per sostenere concretamente le famiglie in una fase così delicata. Una risposta precisa e tempestiva alle richieste avanzate in queste ore da presidenti di Regione, sindaci e amministratori locali».

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