Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Bra

I dati dell'ultimo monitoraggio Covid sono stati particolarmente buoni per il Veneto

Si resta in "giallo", ma quella della zona bianca dal 7 giugno comincia ad essere un'ipotesi molto concreta per la nostra Regione

Verona, piazza delle Erbe e Veneto zona bianca

Nella giornata di venerdì 21 maggio, mentre Verona festeggiava il suo Santo Patrono ed accoglieva con entusiasmo i campioni del ciclismo per il Giro d'Italia, si è svolto anche il tradizionale appuntamento con il monitoraggio della situazione epidemiologica da parte della Cabina di regia nazionale per ciascuna Regione. I dati nel complesso sono piuttosto incoraggianti nel Paese e, oltre al fatto che da lunedì tutta Italia sarà zona gialla, lo dimostrano le seguenti parole che si leggono nel documento di presentazione del Report settimanale: «Per la prima settimana la pressione sui servizi ospedalieri è in diminuzione e al di sotto della soglia critica in tutte le Regioni e Province autonome. La stima dell’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stabilmente al di sotto della soglia epidemica».

Più nel dettaglio, l'indice Rt medio a livello nazionale è sceso a 0,78 rispetto allo 0,86 registrato venerdì scorso. Ancor più significativo è quanto si legge poco dopo sempre nel Report della Cabina di regia nazionale: «Accelera la diminuzione dell’incidenza sull’intero territorio nazionale che si avvicina a valori che, attraverso l’attivazione di intense attività di tracciamento sistematico, consentirebbero una gestione basata sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti». A livello nazionale, infatti, l'incidenza settimanale di positività è scesa a quota 66 casi ogni 100 mila abitanti secondo i dati del ministero della Salute, mentre nel monitoraggio di venerdì scorso erano 96 (se si prendono i dati flusso ISS, si è passati dai 103 della scorsa settimana ai 73 casi rilevati nel monitoraggio di ieri). L'obiettivo è naturalmente quello di portare l'incidenza di positività media in Italia al di sotto della soglia dei 50 casi.

Un obiettivo quest'ultimo che è stato già raggiunto proprio nella Regione Veneto, dove l'incidenza di positività nell'ultima settimana è stato certificato nel monitoraggio di ieri si è attestata a quota 45 casi ogni 100 mila abitanti. Il dato è di essenziale rilevanza, poiché anche con il nuovo sistema di classificazione delle Regioni nelle varie zone "colorate", proprio nel momento in cui tale parametro resterà inferiore ai 50 casi per tre settimane consecutive, una Regione potrà allora essere classificata in zona bianca. Il Veneto, dunque, dovrà ora trascorre altri 14 giorni fino al monitoraggio del 4 giugno con un'incidenza sotto i 50 casi e, a quel punto, potrà essere classificato in zona bianca con effetto da lunedì 7 giugno

Il cauto ottimismo di queste ore per la nostra Regione emerge inoltre anche da diversi altri dati. Lo stesso indice Rt continua a calare, essendo sceso dal valore 0,88 della precedente settimana a 0,74 e, allo stesso modo, è significativo che il livello complessivo di rischio epidemiologico per il Veneto sia stato confermato anche in quest'ultimo monitoraggio di tipo "basso". Un ulteriore elemento di rassicurazione, infine, arriva dai tassi di occupazione dei posti letto nelle aree mediche o di terapia intensiva negli ospedali veneti. Secondo quanto indicato nel monitoraggio di venerdì 21 maggio, infatti, nella nostra Regione il tasso di occupazione di posti letto in area non critica per pazienti Covid è pari al 9%, esattamente come è del 9% quello per i posti letto nelle terapie intensive. Sono dati buoni, a fronte del fatto che i primi "problemi" dal punto di vista della classificazione nelle zone "colorate" si hanno quando si sfonda la soglia del 30% per l'area medica e del 20% per le terapie intensive. Per quanto riguarda le terapie intensive è solo la Provincia autonoma di Bolzano a fare meglio del Veneto con il 6% di occupazione posti letto, mentre annche il Friuli Venezia-Giulia ha un'occupazione del 9% nelle terapie intensive.

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