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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca Stadio / Piazzale Olimpia

Altri 9 Daspo agli ultras veronesi dopo Hellas - Inter: tra loro anche un 16enne

Le indagini della Digos si sono concentrate su alcuni episodi avvenuti nel pre e nel post partita, quando un gruppo di supporter scaligeri avrebbe cercato di portarsi nella zona della rotatoria di via Da Vinci e del parcheggio riservato agli ospiti in via Sogare

Dopo il D.A.SPO. per l'aggressione gastronomo e conduttore Fabrizio Nonis, che insieme al figlio si era recato al Bentegodi, e ai 7 per l'aggressione ad un sostenitore ospite in prossimità del varco adiacente al settore della Curva Est Superiore, altri 9 Divieti di Accedere alle manifestazioni SPOrtive sono stati comminati dal Questore di Verona Ivana Petricca agli ultras scaligeri, per altri episodi che hanno fatto da contorno alla partita di Serie A tra Hellas Verona ed Inter, che si è giocata il 27 agosto come seconda giornata di campionato. 

Il pre partita

I provvedimenti sono stati emessi sulla base di quanto raccolto dalla Digos scaligera, grazie anche alle immagini della proprie telecamere e a quelle dello stadio Bentegodi. Secondo quanto rilevato dalle forze dell'ordine, la tensione è salita già prima del fischio di inizio della partita, quando un gruppo di circa 70 tifosi ritenuti appartenti al gruppo denominato "Curva Sud" ha iniziato a percorrere piazzale Olimpia in direzione della rotonda di via Da Vinci, posizionata nei pressi della Curva Nord, dopo essersi raccolti davanti all'ingresso Maratona. Lungo il tragitto, il nutrito raggruppamento ha incontrato alcuni sostenitori interisti che si spostavano in senso opposto, costringendoli a tornare sui loro passi con fare minaccioso, per poi fermarsi alcuni istanti a ridosso di un altro gruppo di tifosi avversari che si trovavano in fila per accedere nella zona di prefiltraggio nei pressi del cancello 12 del settore Tribuna Est. 
Gli ultras scaligeri hanno poi proseguito la loro marcia verso la rotatoria di via Da Vinci, avanzando minacciosamente verso il chiosco GDue, senza curarsi della presenza delle forze di polizia, dove alcuni tifosi interisti si stavano ristorando. Obiettivo del gruppo di sostenitori veronesi sarebbe stato quello di far allontanare gli avversari da una zona considerata "loro territorio", come spiega la Digos, sottolineando come sia un tratto tipico del comportamento ultras, che li vede spesso presidiare la zona del Bentegodi. 
Le intimazioni arrivate dal Reparto Mobile della Polizia di Verona non sono bastate a far desistere gli ultras, che si sono avvicinati sempre più. Gli agenti sono stati allora costretti ad intervenire per sbarrare loro il passaggio, mentre buona parte dei supporter nerazzurri si sono allontanati frettolosamente temendo per la loro incolumità. I veronesi sarebbero quindi rimasti a pochi metri di distanza come a voler controllare la situazione e impedire che altri interisti si avvicinassero al chiosco, mentre il contigente di polizia è stato schierato a difesa di chi era rimasto. Altri rinforzi sono stati inviati sul posto dal Dirigente del servizio di ordine pubblico, visto il perdurare dell'atteggiamo del gruppo ultras, che dopo alcuni minuti è tornato verso la Curva Sud, ma all'altezza di via Sansovino hanno notato altri tifosi nerazzurri in attesa di accedere al prefiltraggio per la Tribuna Est: nuove minacce ed intimidazioni sarebbero state lanciate nei loro confronti sotto gli occhi di un altro contingente di polizia, che è dovuto intervenire per allontanare il gruppo. 

Il post partita

A fine partita inoltre, le forze dell'ordine sono state chiamate ad un intervento più deciso quando, durante la fase di deflusso degli spettatori, il gruppo di ultras scaligeri si è diretto nuovamente verso la rotonda di via Da Vinci, passando sotto la Tribuna Est, con l'intenzione di raggiungere il parcheggio riservato agli ospiti in via Sogare. Il Reparto Mobile è stato quindi costretto nuovamente a schierarsi, ma gli ultras dell'Hellas non avrebbero arrestato la propria marcia, per nulla intimiditi dalla presenza delle forze di polizia, che ha iniziato ad avanzare. Il gruppo prima ha arretrato dopodiché ha ripreso la propria marcia verso l'obiettivo: a quel punto è partita la carica di alleggerimento da parte delle forze dell'ordine, che ha impedito alle due fazioni di venire a contatto. 

I Daspo

Un atteggiamento, quello tenuto dai veronesi ritenuto provocatorio e minaccioso nei confronti degli avversari dalla Digos di Verona, che sottolinea come avrebbe di fatto determinato l’insorgenza di un concreto pericolo per la tenuta dell’ordine e della sicurezza pubblica, creando anche alcuni disagi alla circolazione stradale. Sono partite quindi le indagini per identificare i soggetti che hanno partecipato a queste azioni e che sono stati poi raggiunti da un Daspo oggettivo che, sulla base dei filmati e di quanto visto dalle forze dell'ordine presenti, punisce la condotta finalizzata alla partecipazione di episodi di violenza, minaccia ed intimidazione. 
Sono 9 dunque le persone colpite dal provvedimento, tra le quali è presente un ragazzo di soli 16 anni. Nati tra il 1986 e il 2005 (la maggior parte negli anni '90), sono quasi tutti poco più che ventenni, residenti a Verona e provincia, già noti alla Digos. Solo il minorenne non era già stato raggiunto in precedenza dal provvedimento e a tutti gli altri è stato dunque inflitto un Daspo di 5 anni con obbligo di firma, mentre il più giovane se l'è cavata con un solo anno di divieto di accesso alle manifestazioni sportive. 

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