Cronaca Legnago / Via Salvatore Quasimodo

Morto a gennaio per il monossido, il suo corpo attende ancora una sepoltura

Daniele Berardo, 59 anni, morì insieme alla compagna Antonietta Cristofoli, 56 anni, nell'alloggio Ater di Casette di Legnago all'inizio dell'anno ma la sua salma si trova ancora nelle celle mortuarie dell'ospedale

Morirono insieme alla fine di gennaio in un alloggio Ater di Casette di Legnago, probabilmente a causa del monossido di carbonio prodotto dal malfunzionamento della caldaia, ma il corpo dell'uomo, Daniele Berardo, 59 anni e soprannominato Van Gogh, si trova ancora nelle celle frigorifere dell'ospedale Mater Salutis. 

"Abbiamo contattato i familiari dei due defunti - afferma sulle pagine de L'Arena Francesca Sordo, assessore ai Servizi sociali del Comune di Legnago - Cristofoli (compagna di Berardo, ndr), originaria di Isola della Scala, aveva tre fratelli, i quali hanno comunicato, con una lettera, la loro rinuncia all'eventuale eredità della sorella, non essendo in grado di sostenere le spese del funerale. Perciò è intervenuto il Comune, che ha fatto svolgere, a proprie spese, il rito funebre. Un rito celebrato in povertà. Per quanto riguarda il signor Berardo, invece, si sono fatti vivi sia alcuni familiari, uno zio e dei cugini, che un avvocato di Cerea, una donna, che hanno espresso la volontà di occuparsi loro di tutto. Anzi, hanno anche spiegato di avere disponibile, per l'inumazione, un loculo a Casaleone". Ma poi niente è stato più fatto per il corpo del 59enne e l'assessore quindi continua, sempre sulle pagine de L'Arena: "Considerato che non c'è stata nessuna iniziativa dei parenti, il Comune non può certo prendere delle decisioni in merito al funerale. Questo lo abbiamo scritto alla dirigenza medica dell'Ulss, che ci aveva chiesto di avere informazioni in merito alla situazione. Di recente, abbiamo inviato una lettera all'avvocato che aveva affermato di rappresentare la famiglia, chiedendo che, con sollecitudine, ci comunichi cosa intendono fare i parenti di Berardo. Il Comune potrebbe intervenire, di fronte a questo lungo silenzio, anche se poi verranno fatte le opportune verifiche sulle risorse dei parenti, al fine di rivalersi delle spese. Purtroppo siamo di fronte ad un chiaro disinteresse". 
Per legge il Comune dovrà intervenire alla scadenza dei sei mesi: chissà se per allora Berardo potrà finalmente riposare in pace.

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