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Da Venezia un vento antiveronese sul Pdl

Da Venezia un vento antiveronese sul Pdl

Da Venezia un vento antiveronese sul Pdl

Nella corsa agli ultimi incarichi sar premiata solo la Lega con Cenci e Bassi

Il Pdl rischia di essere la prossima vittima di quella sottile aria antiveronese che ultimamente ha iniziato a spirare in Regione. Stando alle ultime indiscrezioni, infatti, potrebbe succedere che agli esponenti scaligeri del partito di Berlusconi non venga assegnata nessuna delle sette, o forse otto, presidenze delle commissioni consiliari. Le uniche cariche di rilievo istituzionale che ancora rimangono da assegnare a Venezia. A provocare questa situazione sarebbero i patti che erano stati presi al momento della definizione della Giunta.

Allora la Lega veronese aveva accettato di avere un solo assessore, il responsabile della Sanità Luca Coletto, in cambio di due presidenze di commissione. Presidenze che dovrebbero quindi essere già nelle mani di Vittorino Cenci, di cui si parlava anche come possibile vicepresidente del Consiglio, e dell’ex-assessore provinciale Andrea Bassi. Considerato che sinora le ripartizioni delle poltrone sono sempre avvenute, oltre che in base ai criteri di appartenenza politica anche a logiche di rappresentanza territoriale, sembra quindi difficile che a Verona venga assegnato anche un terzo scranno di capo-commissione. Anche perché delle sette commissioni quattro saranno del Carroccio e solo tre del Pdl. Un fatto che riduce ulteriormente le possibilità per gli azzurri scaligeri.

A meno che i vertici dei partiti regionali non decidano di mettere ad appannaggio del centrodestra - segnatamente del Pdl – anche la presidenza della commissione statuto. Organismo che non rientra fra le commissioni ufficialmente previste ma che verrà sicuramente riproposto anche in questa legislatura, magari non con capo un rappresentante dell’opposizione, creando così una poltrona in più da mettere in palio fra i consiglieri di maggioranza sinora non premiati. E fra questi in pole position ci sono sicuramente i veronesi. Giancarlo Conta, di cui si parla da giorni per la presidenza della prima commissione e che ora spiega che le decisioni verranno prese solo la prossima settimana, e Davide Bendinelli, che spera in questa presidenza dopo aver visto svanire altri incarichi. Quello che è certo è che le trattative, che vedono impegnati i vertici regionali di Lega e Pdl, restano quanto mai aperte. Trattative che probabilmente si chiuderanno solo a ridosso del Consiglio che si svolgerà mercoledì prossimo, e che darà praticamente il via ai lavori dell’assemblea, e che sono rese ancora più complicate dal fatto che, almeno in teoria, alla presidenza della commissione dovrebbe andarci un consigliere che non è dello stesso partito del titolare dell’omonimo assessorato. Una regola difficile da rispettare, visto che le commissioni spesso raggruppano materie di competenza di più assessori. Un problema in più per chi deve cercare equilibri politici che per quanto riguarda Verona rischiano di essere scompaginati anche da un semplice, sottile venticello.
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