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Unilever di Sanguinetto

Unilever di Sanguinetto

Rischio occupazione: sciopero alla Unilever e ancora attesa alla Melegatti

Nell'azienda di Sanguinetto, i lavoratori protestano contro la procedura di mobilità aperta per 42 dipendenti. E a quella di San Giovanni Lupatoto restano pochi giorni per presentare la proposta di concordato

Da una parte la protesta e dall'altra l'attesa. Due situazioni diverse ma con le stesse insicurezze legate al posto di lavoro. Su L'Arena di oggi, 3 maggio, Valeria Zanetti si occupa delle crisi che riguardano due aziende del territorio veronese, la Unilever di Sanguinetto e la Melegatti si San Giovanni Lupatoto.

Domani, 4 maggio, i lavoratori della Unilever di Sanguinetto faranno sciopero per contestare la decisione dell'azienda di mettere in mobilità 42 dipendenti. Proprietà e sindacati si sono incontrati già due volte, ma non finora non c'è stato alcun ripensamento da parte dei vertici locali della multinazionale. E il timore tra i lavoratori è che questa procedura di mobilità sia solo l'inizio di una progressiva riduzione della produzione nello stabilimento veronese. Con la protesta di domani, i dipendenti cercheranno di farsi sentire anche dalle istituzioni per scongiurare i licenziamenti.

Alla Melegatti invece è sempre calma piatta, anche se ormai il 7 maggio è alle porte. Lunedì prossimo sarà l'ultimo giorno utile per l'azienda di San Giovanni Lupatoto per presentarsi in tribunale con una proposta di concordato che possa far ripartire la produzione. Su L'Arena si legge che i vertici dell'azienda per tre volti non si sono presentati all'incontro con l'assessore regionale Elena Donazzan, la quale non ha rilasciato commenti ma di sicuro non ha gradito. E anche questi mancati incontri con la Regione non alimentano le speranze dei lavoratori, che possono solo aspettare l'esito del concordato. Di offerte di aiuto per uscire dalla crisi, la Melegatti ne ha ricevute, ma si teme che una volta vista l'entità dei debiti queste offerte possano essere ritirate. Ufficialmente però resta ancora in piedi la proposta di Hausbrandt.

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