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Il professor Andrea Crisanti - foto frame video SkyTg24

Il professor Andrea Crisanti - foto frame video SkyTg24

«Varianti virus invisibili ai test rapidi», il prof. Crisanti annuncia uno studio scientifico

«Inserire i test rapidi nell’indice di positività è uno sbaglio», ha dichiarato Crisanti. E sulla campagna di vaccinazione: «Vaccinare tutti entro l’estate è un obiettivo ambizioso»

«Ci sono delle varianti che sono totalmente invisibili ai test rapidi. Fra poco sarà annunciato con un lavoro scientifico dell’università di Padova e questo pone un problema serissimo di sanità pubblica. Inserire i test rapidi nell’indice di positività è uno sbaglio». Ad affermarlo quest'oggi, mercoledì 10 marzo 2021, in diretta televisiva intervistato su SkyTg24 è stato il direttore del dipartimento di Microbiologia dell'Università di Padova prof. Andrea Crisanti.

Il tema è naturalmente molto dibattuto al momento in tutta Italia, ma anche e soprattutto nella nostra Regione, poiché proprio in Veneto è stata sinora applicata la teoria dell'alta frequenza nello svolgere i tamponi grazie all'impiego di quelli rapidi. Il fatto che il prof. Andrea Crisanti annunci la pubblicazione di uno studio scientifico che dimostrerebbe l'inefficacia dei test rapidi nei confronti di alcune varianti del virus, costituisce certamente una notizia tutt'altro che lieta. Tanto più per il Veneto, ma anche per la stessa Italia che, come ricordato da Crisanti, ha deciso non molto tempo fa di calcolare l'indice di positività nazionale anche tenendo contro dei risultati dei test rapidi. Questo però vorrebbe dire che ad oggi si starebbe sottostimando la diffusione del virus nel nostro Paese, qualora effettivamente i test rapidi non fossero in grado di rilevare alcune varianti.

La ricetta proposta da Crisanti nella gestione della pandemia in questa fase è quella di intervenire in modo più rigido per «bloccare la mobilità e vaccinare più persone possibli», soprattutto per difendersi proprio dalle varianti del virus. In merito il professore ha citato l'esempio per l'appunto dell'Inghilterra che «ha implementato le misure restrittive quando avevano raggiunto i 45 mila casi e poi sono arrivati a 80 mila, bisogna far tesoro di quell'esperienza e decidere». Il prof. Crisanti ha poi sottolineato: «Il virus si sposta con le nostre gambe, dipende dai livelli di mobilità. Per questo il Cts ha proposto di diminuire la mobilità nelle zone gialle. Se noi non ci spostiamo, la variante non si sposta. Se emergono varianti resistenti al vaccino non bisogna permettere che si diffondano al resto d’Italia». 

In conclusione, il prof. Andrea Crisanti non si è mostrato particolarmente ottimista in vista dell'estate per quel che riguarda la campagna vaccinale: «Vaccinare tutti entro l’estate è un obiettivo ambizioso. - ha spiegato Crisanti nella sua intervista su SkyTg24  - Per vedere se è realizzabile dobbiamo utilizzare qualche termine di paragone. L’Inghilterra ha effettuato circa 24 milioni di immunizzazioni in tre mesi con una dose sola. Per fare come loro dovremmo avere 40 milioni di dosi in tre, quattro mesi. Non voglio essere pessimista ma tutti gli italiani vorrebbero essere sorpresi dall'aver fatto meglio dei nostri vicini europei».

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