Criminalità organizzata, D'Arienzo chiede un magistrato antimafia per Verona

Il senatore del PD: "L'associazione sgominata dalla Guardia di Finanza, se da un lato dimostra che lo Stato c’è e ci difende, dall'altro testimonia il profondo radicamento della malavita nell'economia veronese"

Vincenzo D'Arienzo

C'è un posto d'onore anche per la Guardia di Finanza e per la Prefettura di Verona nell'operazione "Ciclope" eseguita ieri, 26 aprile, dai finanzieri di Crotone, che ha portato a 17 arresti e ingenti sequestri. È stata infatti sottolineata dalle Fiamme Gialle calabresi la collaborazione dei colleghi veronesi nella segnalazione di operazioni sospette che hanno permesso di avviare le indagini, le quali si sono sviluppate anche grazie alle intercettazioni telefoniche. Ed è stata evidenziata anche la collaborazione del prefetto Salvatore Mulas che aveva già fatto scattare alcune interdittive antimafia nei confronti di alcuni soggetti poi arrestati nell'ambito dell'operazione Ciclope.

Un posto d'onore che ha un lato positivo e uno negativo. Il lato positivo è che è aumentata la consapevolezza sulla presenza della criminalità organizzata anche nel territorio scaligaro ed è buono il lavoro che si sta facendo per contrastarla. Ma il lato negativo è proprio che la criminalità organizzata è ancora stabilmente presente nel tessuto economico scaligero.

L'associazione sgominata dalla Guardia di Finanza, se da un lato dimostra che lo Stato c’è e ci difende, dall'altro testimonia il profondo radicamento, la potenza finanziaria e la capacità della malavita di essere anti-Stato senza sfidarlo apertamente, ma infiltrandosi nei suoi gangli vitali quale, appunto, l'economia - è stato il commento del senatore veronese del PD Vincenzo D'Arienzo - La consapevolezza della forza e della pericolosità di queste organizzazioni dovrebbe buttare tutti giù dal letto del torpore in cui sembra essere caduta la società veronese. Altro che infiltrazioni, qui è presenza radicata. Non mi stupiscono neanche le località scelte per lo svolgimento di certe attività. La parte est della nostra provincia è stata più volte teatro di radicamento di soggetti che in passato sono stati arrestati o indagati per associazione alla criminalità organizzata e di attività economiche interdette dal prefetto. Anche le modalità scelte, le fatture per operazioni inesistenti per riciclare denaro sporco, testimoniano l'attrattività del nostro territorio. Qui è più facile nascondere e riciclare ingenti proventi finanziari, grazie alla dinamicità dell'economia nella quale ben si possono nascondere operazioni finanziarie di rilevante importo e valore. Verona non viene scelta per altre ragioni, bensì per la tranquillità che garantisce. La mia richiesta di dedicare a Verona un magistrato dell'antimafia di Venezia dovrebbe essere la logica conseguenza, ed invece si continua a fare orecchie da mercante alla mia più che fondata richiesta. È il momento di riunirci tutti insieme per organizzare gli Stati Generali Anticrimine per creare un argine culturale e sociale a qualsiasi presenza dei tentacoli della criminalità organizzata.

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