Maltempo in città, crepe nell'asfalto lungo Salita Monte Grappa

Un tratto di strada è stato appositamente chiuso per evitare l'aggravarsi della situazione

Salita Monte Grappa a Verona - immagine d'archivio

Un novembre piovoso che non accenna a dare tregua e, anche nella città di Verona, si cominciano a registrare alcune problematiche. Nella giornata di ieri, durante la mattina, è stato segnalato il crollo di alcune parti di cornicione della sinagoga in centro. L'area è poi stata transennata dai vigili del fuoco intervenuti sul posto per la messa in sicurezza. 

Nel pomeriggio, invece, si è avuta una crepa lungo il muro che delimita la strada in Salita Monte Grappa ed il giardino di un'abitazione. L'ipotesi è che proprio a causa della pioggia battente di questi giorni abbia ceduto parte del sottofondo stradale. Non a caso, infatti, emergono anche delle crepe proprio lungo l'asfalto nella medesima zona.

Sul posto, poco dopo la segnalazione, sono intervenuti unitamente ai vigili del fuoco anche i tecnici di Agsm per la verifica delle condutture sotterranee, ma anche gli agenti della polizia locale. Dopo il sopralluogo è stato deciso di chiudere al traffico un tratto della via, proprio al fine di evitare che, con il peso delle autovetture in transito, la situazione possa aggravarsi ulteriormente.

Resta nel complesso critica la situazione in tutto il Veneto a causa del maltempo e a confermarlo in queste ore è stato proprio il governatore Luca Zaia che, in una nota, spiega: «Stiamo affrontando un’emergenza tuttora in atto, anche se è atteso un miglioramento del tempo. Oltre al dramma di Venezia altri territori del Veneto sono in condizioni disastrose, come le spiagge e varie aree montane, a cominciare da quelle già colpite dalla tempesta Vaia. Stiamo seguendo la situazione minuto per minuto e lo faremo finché la situazione non tornerà realmente alla normalità. Veneto Orientale e Montagna sono in grande sofferenza. Abbiamo il litorale distrutto e in montagna preoccupano i fiumi, il livello dei laghi, la situazione dei movimenti franosi e il rischio valanghe. Stiamo ancora attendendo anche il colmo di piena del Piave, - ha concluso Zaia - che ora ha una portata notevole, attorno ai 1.400 metri cubi al secondo, ma inferiore a quella dell’anno scorso».

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