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Covid, previsioni per il futuro: niente lockdown di Natale, ma aspettiamoci novità sul green pass

Sarà un Natale sereno, ma a mutare potrebbe essere il certificato verde: per incentivare terze dosi validità ridotta? Oppure, green pass ai soli "guariti" o "vaccinati"? A nord, il modello dell'Austria in difficoltà

Il consulente del ministero della Salute, prof. Walter Ricciardi, si è detto certo che in Italia «non ci sarà il lockdown, neppure parziale, non siamo nelle condizioni delle nazioni del Nord del continente». Le dichiarazioni rilasciate in un'intervista al quotidiano Il Messaggero sono un'analisi puntuale dell'attuale situazione pandemica in Italia ed un credibile prospetto del prossimo futuro. Il nodo principale individuato dal prof. Ricciardi sono le cosiddette "terze dosi" e, su questo punto, chiarisce il professore, «vanno usati gli strumenti della informazione e della persuasione». In prima istanza, dunque, «va chiarito agli italiani che a 180 giorni dalla seconda dose sei sì protetto dalle conseguenze gravi della malattia, ma molto meno dall’infezione. Questo ormai è assodato».

Tutto ciò, in sintesi, significa allora che il green pass con scadenza a 12 mesi è una singolarissima contraddizione in termini. Va detto a chiare lettere, senza tema di smentite. Già a 9 mesi la misura era "arrischiata", ma la proroga a 12 mesi è verosimilmente servita più che altro per evitare che il personale sanitario vaccinato a dicembre del 2020 si ritrovasse a settembre 2021 senza certificato verde, pur avendo fatto due dosi di vaccino ed essendo però nel limbo di attesa delle "terze dosi" che restavano ancora formalmente da approvare. L'Austria, dove da lunedì 15 novembre scatterà quello che è stato definito il "lockdown dei non vaccinati", ha già previsto che da inizio dicembre la validità del green pass sarà ridotta dai 12 mesi attuali a 9 mesi. Verosimile che anche in Italia, a fronte di uno scongiurabile peggioramento dei dati, possa eventualmente capitare qualcosa di simile in futuro. E, sia chiaro, ciò potrebbe avvenire ugualmente anche come semplice incentivo nei confronti dei già vaccinati ad eseguire anche la dose "booster", ovvero di "richiamo".

Sul tema delle "terze dosi" cosiddette, il prof. Ricciardi è stato chiarissimo: «Secondo me sarebbe necessario, subito dopo la scadenza dei sei mesi dalla seconda dose, proprio un sistema di avvertimento. Se nei successivi due o tre mesi il cittadino non si è ancora presentato per ricevere la terza dose, allora va valutata l’ipotesi di sospendere la validità stessa del green pass». E in merito a quali categorie di persone dovrebbero necessariamente fare una dose di richiamo ulteriore rispetto al ciclo di vaccinazione primario, lo stesso Ricciardi ha elencato «tutti coloro che lavorano a contatto con i fragili, ad esempio gli insegnanti, visto che i bambini non sono protetti in quanto non possono essere vaccinati». 

Sempre sul tema del green pass, il prof. Ricciardi propone anche di aprire la discussione sulla possibilità di eliminare i tamponi per il rilascio di certificati verdi validi 48 ore. In sostanza il green pass diverrebbe così ottenibile solo da chi è guarito dall'infezione negli ultimi sei mesi, oppure da chi ha completato la vaccinazione: «Penso sia necessario discuterne e il dibattito ha in effetti preso forza. - ha affermato il prof. Ricciardi - La mobilità sociale è in aumento, allo stesso tempo in Europa c’è un incremento notevole dei casi positivi. Un green pass rafforzato aumenterebbe le nostre difese». Quella del green pass ai soli "guariti" o "vaccinati" è in sostanza un'altra delle ipotesi di cui in Italia al momento semplicimente si parla, mentre in Austria è già diventata realtà dallo scorso 8 novembre, da quando cioè per accedere a ristoranti, locali, mercatini, navi, bus, centri sportivi e molto altro, vale la regola delle "2 G", ovvero geimpft (vaccinato) oppure genesen (guarito).

Il prof. Walter Ricciardi ha quindi analizzato in conclusione quella che giudica una situazione oggi molto diversa rispetto al 2020, poiché ad essere cambiato è anzitutto il nemico da fronteggiare: «Con la variante Delta questa pandemia è cambiata, una persona infetta ne contagia in media altre sette. Per fermarla dovremmo raggiungere la vaccinazione della quasi totalità della popolazione. I casi continueranno ad aumentare, ma per fortuna l’Italia ha previsto per tempo sistemi di prevenzione come il green pass e il meccanismo dei colori tarato sull’andamento dei ricoveri. Se serve, si può ricorrere anche a zone rosse locali. Altre nazioni europee, invece, - sintetizza Walter Ricciardi - stanno chiudendo le stalle quando i buoi sono già fuori. In Italia non ci sarà il lockdown».

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