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Covid: verso un'Italia tutta gialla. Da quando il Veneto può entrare in zona bianca

Venerdì il nuovo monitoraggio: l'incognita Rt e la speranza di una bassa incidenza di positività per poter iniziare a pensare il Veneto classificato in zona bianca

Piazza Bra Verona e Veneto zona bianca

Nella giornata di domani, venerdì 14 maggio, si riunirà la Cabina di regia nazionale per la valutazione dei dati epidemiologici. Sulla scorta di tale analisi il ministro della Salute Roberto Speranza firrmerà eventualmente nuove ordinanze per la classificazione delle Regioni italiane nell'una o nell'altra zona "colorata" e la relativa applicazione delle connesse misure anti Covid. La sensazione complessivamente è che si vada verso un'Italia interamente zona gialla, anche se vi è un dubbio in particolare sulla Val d'Aosta che potrebbe restare un'altra settimana in zona arancione.

Il Veneto verso la conferma della zona gialla

La situazione in Veneto dovrebbe vedere confermata l'area gialla anche da lunedì 17 maggio. Ad oggi il parametro dell'Rt è ancora assai determinante per l'assegnazione del "colore", ma non è l'unico fattore. Proprio per questo, anche se dovesse essere superiore a 1 per la nostra Regione, il passaggio in zona arancione sarebbe tutt'altro che scontato. Nel monitoraggio della scorsa settimana il Veneto aveva un Rt in crescita e pari a 0,95. Se il valore di domani sarà superiore a 1, confermandosi in aumento, la zona arancione potrebbe scattare solamente se il livello complessivo di "rischio" della nostra Regione fosse almeno "moderato", mentre se venisse confermato il livello "basso" dello scorso monitoraggio il Veneto resterebbe zona gialla. Se si volesse fare una previsione oggi e puntare un euro sull'una o l'altra ipotesi, converebbe puntare proprio sulla riconferma del livello "basso", poiché la situazione negli ospedali veneti è in costante miglioramento e tra i 21 parametri che determinano l'attribuzione del livello di rischio (basso, moderato o alto) vi figura per l'appunto la saturazione dei posti letto, in area medica così come in terapia intensiva.

Vi è poi un terzo parametro che, in parallelo agli altri due (indice Rt e livello di rischio), risulta determinante per l'attribuzione dei colori alle Regioni, vale a dire l'incidenza settimanale di casi positivi calcolata per ciascun territorio sui 100 mila abitanti. Perché si passi in zona arancione, con indice Rt compreso tra 1 e 1,25 oltre che livello di rischio almeno "moderato", vi deve essere anche un'incidenza settimanale dei casi positivi superiore ai 50 ogni 100 mila abitanti. Il Veneto lo scorso monitoraggio aveva 97 casi, e tuttavia il dato esprimeva un trend di calo, poiché nel monitoraggio di due settimane fa i casi erano 125. La cosa lascia dunque ben sperare e nella giornata di venerdì 14 maggio si potrebbe anche verificare un'ulteriore importante diminuzione dell'incidenza in Veneto. Tutto questo ha una duplice essenziale rilevanza: da una parte, già con le regole ad oggi vigenti, il parametro dell'incidenza è decisivo per un ipotetico ingresso in zona bianca. D'altro canto, nella prospettiva che dalla prossima settimana il governo possa valutare una modifica dei parametri che stabiliscono la classificazione delle Regioni in una delle quattro zone fissate dal Dpcm 2 marzo 2021 (bianca, gialla, arancione e rossa), l'idea che circola è proprio quella di un superamento dell'indice Rt, per come viene oggi concepito, a vantaggio proprio di una maggiore importanza attribuita all'incidenza di positività.

Da quando il Veneto in zona bianca?

In attesa di conoscere le eventuali decisioni del governo (la Cabina di regia tra i partiti convocata da Draghi è fissata per lunedì), oggi è però posssibile avanzare una qualche ipotesi circa la data nella quale il Veneto potrebbe sperare di diventare zona bianca, vale a dire realizzare una sorta di quasi ritorno alla normalità pre-Covid. Cosa ci dicono le norme in merito alla classificazione di una Regione in zona bianca e quando il Veneto può puntare a diventare bianco? Al momento le cose stanno più o meno in questi termini: una Regione può essere classificata zona bianca quando si colloca in uno scenario di "tipo 1", cioè a dire (semplificando un po') quando ha un indice Rt che con costanza si presenta al di sotto del valore 1, ma è necessario altresì che in tale Regione vi sia un'incidenza settimanale dei contagi ogni 100 mila abitanti che, per ben tre settimane consecutive, risulti inferiore ai 50 casi ed il livello complessivo di rischio deve essere "basso". Tutto ciò è stabilito dal Dpcm 2 marzo 2021 all'Art. 7, il quale dispone che nei territori definiti zona bianca «cessano di applicarsi le misure di cui al Capo III relative alla sospensione o al divieto di esercizio delle attività ivi disciplinate». Vedremo meglio poi cosa ciò significhi nel concreto, per ora limitiamoci a fare due calcoli (pur ribadendo che già da lunedì prossimo le regole per l'attribuzione dei colori potrebbero essere in parte modificate dal governo).

La prima e più rosea ipotesi è che già da domani, venerdì 14 maggio, il Veneto abbia dei dati compatibili con la zona bianca, in modo tale da poter far iniziare il conto alla rovescia delle tre settimane. Da 97 casi positivi settimanali ogni 100 mila abitanti, si dovrebbe quindi essere scesi ad un'incidenza di positività inferiore ai 50 casi. Ottimistico, certo, ma non impossibile. Inoltre, il livello di rischio dovrebbe confermarsi "basso" anche tra tre settimane così come l'indice Rt non dovrebbe presentarsi superiore al valore 1 tra tre settimane. In breve, nella previsione più ottimistica, il Veneto potrebbe sperare di essere classificato in zona bianca a partire dal monitoraggio del 28 maggio prossimo, per poi effettivamente trovarsi in tale zona dal lunedì seguente, vale a dire dall'1 giugno. La seconda ipotesi meno rosea, ma forse più realistica, è invece quella che la nostra Regione arrivi non già domani bensì venerdì prossimo 21 maggio ad avere un'incidenza di positività inferiore ai 50 casi settimanali ogni 100 mila abitanti. Si tratterebbe allora di far slittare il calcolo di una settimana e, dunque, il Veneto potrebbe ambire alla zona bianca dal monitoraggio di venerdì 4 giugno, con applicazione delle relative misure sempre dal lunedì seguente 7 giugno.

Quali sarebbero queste misure? Di fatto, cessando di «applicarsi le misure di cui al Capo III» del Dpcm 2 marzo 2021, scompaiono in zona bianca quasi tutte le disposizioni più restrittive previste per l'area gialla, a cominciare dal coprifuoco che, infatti, compare per la prima volta nella normativa al Capo III Art. 9 comma 1. In zona bianca restano però le regole sul distanziamento interpersonale e l'utilizzo delle mascherine, così come sarebbe anche stabilito che fiere e congressi siano sospesi. Tuttavia le prime, sulla scorta del decreto-legge "riaperture", potranno ugualmente ripartire persino in zona gialla già dal 15 giugno in ogni caso, mentre i congressi è previsto ripartano anche in zona gialla dall'1 luglio. In zona bianca risulterebbe poi vietata la partecipazione del pubblico agli eventi sportivi, ma anche questa è una disposizione superata dal decreto-legge "riaperture" che già per la zona gialla dall'1 giugno prevede la possibilità di far tornare i tifosi negli stadi seguendo specifiche disposizioni. Le uniche attività che, salvo prossime novità, parrebbero davvero non giovarsi particolarmente di un'eventuale classificazione in area bianca, sarebbero quelle «che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso», le quali resterebbero parimenti sospese. Ma anche su questo fronte, non è affatto da escludere che le cose possano cambiare qualora, come si spera, la pandemia in Italia venga sempre più contrastata grazie alla campagna di vaccinazione.

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