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(foto di repertorio)

(foto di repertorio)

Niente autorizzazione per il presidio a favore dell'accoglienza a Pescantina

Questa sera alle 20.30 con partenza da piazza Degli Alpini ci sarà solo il corteo del comitato contrario all'arrivo di un gruppo di richiedenti asilo a Villa Vezza

Questa sera, 1 agosto, alle 20.30 con partenza da piazza Degli Alpini, si svolgerà a Pescantina il corteo organizzato dal Comitato Libero di Pescantina per protestare contro l'arrivo di un gruppo di richiedenti asilo da ospitare a Villa Vezza. Come sempre accade in questo genere di manifestazioni è arrivato l'appoggio del gruppo Verona ai Veronesi, che ha annunciato la sua presenza. Una presenza che fa seguito a quella già garantita nei recenti cortei, come ad esempio a Cazzano di Tramigna.

A Pescantina si sarebbe potuta vedere una differenza rispetto al solito copione visto nelle manifestazioni di Verona ai Veronesi o di altri comitati contrari all'accoglienza. Alla questura di Verona avevano chiesto di manifestare anche i cittadini favorevoli all'accoglienza. I due cortei, però, si sarebbero svolti in contemporanea e questo ha spinto la questura a non autorizzare il presidio di chi avrebbe voluto dire che i rifugiati sono i benvenuti.

"A Pescantina si ripropone l’ennesimo corteo razzista promosso da Verona ai Veronesi - scrive il gruppo Assemblea 17 Dicembre - Razzista è la matrice e razzista è la logica che viene riproposta. Si attacca genericamente l’affare accoglienza, senza mai entrare nel merito o fare nomi e cognomi degli affaristi. Si tenta di far passare per eroe chi insulta e minaccia, chi dà fuoco e lancia pietre. E poi c’è sempre l’accusa di inadeguatezza della struttura scelta. La Pescantina che scenderà in piazza contro l’arrivo dei richiedenti asilo non è certo quella insignita 10 anni fa della Medaglia d'oro al merito civile proprio in virtù della solidarietà portata a chi stava per essere deportato nei lager nazisti. Storie diverse da quelle di oggi, ma il filo conduttore è lo stesso. Dov’è finita quell’umanità? Quella che emerge oggi è solo la cultura del rigetto.

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