Zaia: «Per noi veneti è la settimana decisiva. Iniziati i test sierologici per trovare gli anticorpi»

«Siamo stati i primi a parlarne grazie all'università di Padova e Verona ed oggi quella dei test sierologici è una realtà», ha dichiarato il governatore Zaia

 

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha inaugurato quest'oggi, lunedì 6 aprile, il consueto punto stampa sull'emergenza sanitaria rivelando che fino ad oggi «sono stati fatti 146.132 tamponi e a breve avremo a disposizione il nuovo macchinario acquistato che consente da solo di farne 9mila al giorno». Zaia ha quindi sottolineato che l'aumento delle persone positive segnalato, ad oggi in Veneto ci sono 11.588 positivi, è «direttamente proporzionale al numero dei tamponi di magazzino che si vanno a processare».

In merito a quanto accadrà dopo il 13 aprile, cioè alla scadenza dell'ultimo decreto del governo, Zaia è stato molto chiaro: «O si fa ancora un ulteriore provvedimento all'ultimo minuto, che sia di chiusura o parziale riapertura, e si rischia però di creare problemi, oppure iniziamo a pensarci già da ora visto che abbiamo una settimana davanti».

Il governatore ha poi aggiunto: «Per noi veneti questa è la settimana decisiva, le terapia intensive sono diminuite, non stiamo abbassando la guardia e stiamo anche ospitando pazienti da fuori, abbiamo iniziato da qualche giorno. Siamo felici e preoccupati, - ha quindi sottolineato Zaia - felici perché i dati ci dicono che il lavoro fatto dai veneti sta pesando sulle statische, grazie ai veneti che hanno rispettato le regole, ma siamo anche preoccupati perché resta da capire una volta che si apre cosa accadrà per il virus, un virus che c'è». Zaia ha quindi citato l'esempio del premier britannico che, notizia di stamattina, è stato ricoverato dopo essere già risultato positivo al virus diversi giorni fa: «Con l'immunità di gregge, - ha rimarcato Zaia in modo icastico - resta solo il pastore, il gregge sparisce tutto».

Il presidente del Veneto ha quindi voluto rimarcare l'encomiabile operato dei tanti giovani, ragazzi e ragazze, che a dispetto dell'età si stanno rivelando particolarmente responsabili, rispettando le norme ed evitando di uscire di casa. Oltre a ciò, Zaia ha rivelato che con le donazioni complessivamente si è ormai arrivati a quota 30 milioni di euro. Il governatore ha poi ricordato che il 15 di aprile scadrà il "piano sanitario" che prevede la riduzione delle attività chirurgiche e gli interventi non urgenti all'interno delle varie strutture sanitarie: «Stiamo pensando a una riscrittura di quell'ordinanza e ho anche la speranza se ci riuscissimo quasi di revocarla, però al momento non si può dire e vanno valutati i carichi di lavoro degli ospedali».

Sulle possibili tempestiche per una riapertura, o comunque un allentamento delle misure Zaia ha chiarito: «Venerdì potremo dire qualcosa sulla base dei dati, ma bisogna considerare che siamo di fronte a pazienti che si fanno anche tre settimane di terapie, questa pandemia è problematica anche perché se i pazienti dovessero essere tanti, terrebbero occupato per molto tempo il letto e quindi sarebbe davvero complicato. La Lombardia come noi sta curando pazienti di tre settimane fa, per cui se non si ferma l'ingresso dei pazienti si va al collasso». In merito alle festività di Pasqua che si stanno avvicinando e all'eventualità di organizzare pranzi tra familiari che abitano in abitazioni differenti, il governatore è stato lapidario: «Zero, l'ordinanza vieta ogni forma di aggregazione pubblica o privata, se volete salvare la vita dei veneti bisogna restare isolati. Farò io una proposta - ha poi detto scherzando Zaia - di fissare più avanti un nuovo giorno di Pasqua e pasquetta "in differita" come festeggiamenti tra pranzi e scampagnate, ovviamente non come rito religioso».

Un'ultima nota di rilievo il governatore l'ha riservata allo svolgimento dei test sierologici: «Posso annunciare - ha detto Zaia - che sono iniziati. Siamo stati i primi a parlarne grazie all'università di Padova e all'università di Verona con il professor Plebani ed il professor Lippi ed oggi quella dei test sierologici è una realtà. La prova sierologica verrà fatta su un campione rappresentativo di 2mila o 3mila persone per iniziare a validare l'ipotesi che ci siano gli anticorpi neutralizzanti».

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