Sboarina: «Indagine epidemiologica, saremo i primi a sapere la percentuale di sani e positivi asintomatici»

Grazie all'innovativa ricerca che riguarderà solo la città di Verona, si avrà la percentuale di coloro che sono stati infettati ma non sanno di esserlo, di coloro che hanno contratto il virus e di coloro che, invece, sono sani e quindi potenzialmente esposti

 

L'indagine epidemiologica che dovrebbe partire domani a Verona, coinvolgendo circa 2.000 cittadini, è la prima in Italia grazie alla quale per mezzo dei tamponi e del prelievo del sangue sarà possibile stabilire, all'interno della città, il numero delle persone che non hanno mai avuto contatti con il coronavirus Sars-CoV-2 e, quindi, potenzialmente in grado di ammalarsi, il numero cioè di soggetti sani ancora esposti. Lo ha precisato questa mattina, lunedì 20 aprile, il sindaco Federico Sboarina nel corso del consueto punto stampa dedicato all'emergenza coronavirus, ricordando poi che questa innovativa indagine epidemiologica consentirà anche di stabilire «il numero di portatori sani del virus, anche asintomatici, dunque in grado ugualmente di infettare altre persone».

Questi dati, raccolti e analizzati dalla comunità scietifica e in particolare dall'ospedale Sacro Cuore di Negrar con la collaborazione dell'azienda ospedaliera di Verona, saranno uno «strumento fondamentale per la gestione dell'emergenza sanitaria nelle prossime settimane, per fare quindi le scelte migliori in vista di una ripresa economica e sociale».

Il sindaco Sboarina ha quindi precisato che il carattere di scientificità dello studio è fondato sul criterio di "casualità" con il quale i soggetti che verranno coinvolti nell'indagine epidemiologica saranno appunto selezionati. Il criterio fondante, detto in breve, non è l'essere positivo o meno al virus, o l'avere sintomi o meno, quanto piuttosto il fatto semplicemente di essere casualmente scelti in una platea circoscritta che è quella dei residenti in città a Verona. Sulla base proprio dell'aleatorietà del campione, sarà quindi poi possibile effettuare dei calcoli statistici che indichino delle percentuali credibili e attendibili (margine d'errore dell'1,5%) di soggetti che hanno contratto il virus, tra questi gli asintomatici (positivi ma senza sintomi) e, infine, i sani che sono però di conseguenza ancora esposti al rischio del contagio. Non hanno quindi alcun senso le richieste di cittadini che domandano di poter partecipare allo studio, poiché l'indagine epidemiologica non è affatto su base volontaria (pur essendo la partecipazione facoltativa), ma risponde necessariamente, pena la non attendibilià della ricerca stessa e delle proiezioni statistiche, al criterio della randomizzazione della selezione.

La popolazione tra cui si attingeranno i partecipanti allo studio comprende soggetti di sesso maschile e femminile di età superiore ai 10 anni, quindi nel complesso circa 235mila cittadini veronesi. Il metodo di scelta impiegato è il seguente: prendendo l'elenco unico dell'anagrafe, selezionato in modo casuale un nome di partenza, si procede in avanti nella lista con un "passo" di 114, numero ottenuto dalla divisione tra il numero di soggetti della popolazione sottoposta a campione (235mila abitanti) e il numero di partecipanti allo studio (2.061). Le persone coinvolte riceveranno una comunicazione scritta, consegnata ai destinatari direttamente dalla protezione civile nella cassetta delle lettere dopo aver suonato il campanello. A questo punto i singoli soggetti coinvolti potranno sempre decidere se partecipare o meno allo studio, chiaramente la cosa è altamente consigliata ma resta facoltativa. Le persone coinvolte dovranno quindi contattare un numero di telefono riportato nella lettera ricevuta e, in seguito, verrà fissato l'appuntamento per il prelievo del sangue e la compilazione di un questionario.

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