Decreto "Io resto a casa" contro il coronavirus anche a Verona. Sboarina: «Responsabilità»

Tutta Italia è "zona protetta": bar aperti dalle 6 alle 18, spostamenti solo per "esigenze lavorative", "casi di necessità" o "motivi di salute", vietati gli assembramenti, scuole chiuse fino al 3 aprile. Sboarina: «Siamo tutti chiamati ad un grande senso di responsabilità»

Verona, piazza Bra

«Dal 10 Marzo tutta Italia sarà "zona protetta". Anche nella nostra città quindi saranno in vigore le norme più stringenti finora adottate per Lombardia e le altre 14 province». Lo ha detto il primo cittadino di Verona Federico Sboarina, poco dopo il discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con il quale il premier ha annunciato il nuovo decreto in vigore da oggi, martedì 10 marzo 2020, che tra le altre cose estende a tutta l'Italia, rendendola interamente "zona protetta", le limitazioni alla mobilità delle persone per prevenire il diffonderesi del virus "Sars-CoV-2".

Le principali prescrizioni che riguardano l'intero territorio della penisola italiana e tutti i cittadini, dunque anche Verona e relativa provincia, sono anzitutto la sospensione delle attività didattiche sia nelle scuole che nelle università fino al 3 aprile 2020 (e non più fino al 25 marzo). Gli spostamenti, su tutto il territorio nazionale, saranno da evitare e consentiti in deroga solo per comprovate "esigenze lavorative", "situazioni di necessità" o per "motivi di salute". Le forze di polizia effettueranno i controlli sul territorio e saranno tenute a richiedere a chi si sposta di motivare lo spostamento tramite un'autocertificazione (qui è possibile scaricare l'apposito modello da compilare). A titolo di rassicurazione per tutti, vale la pena precisare e ricordare che tra i casi di necessità che consentono gli spostamenti, rientra anche quello di recarsi a fare la spesa per generi alimentari nei negozi e supermercati che rimarranno dunque aperti. In tal senso il governo ha diramato la seguente nota di chiarimento:

«Non è necessario e soprattutto è contrario alle motivazioni del decreto, legate alla tutela della salute e a una maggiore protezione dalla diffusione del Covid-19, affollarsi e correre ad acquistare generi alimentari o altri beni di prima necessità che potranno in ogni caso essere acquistati nei prossimi giorni. Non c'è alcuna ragione di affrettarsi perché sarà garantito regolarmente l'approvvigionamento alimentare»

Il nuovo decreto firmato il 9 marzo dal premier Conte e ribattezzato decreto "Io resto a casa", inoltre, «vieta ogni forma di assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico». Per quel che riguarda le attività di ristorazione e bar, queste divengono consentite anche a Verona e nel resto d'Italia solo nella fascia oraria che va dalle 6 alle 18, con obbligo a carico del gestore di far rispettare le distanze di sicurezza fra le persone di almeno un metro. Oltre a ciò, nelle giornate festive e prefestive sono chiuse tutte le medie e grandi strutture di vendita. Saranno inoltre sospese le attività di «palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi».

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«In questo momento, - ha spiegato il sindaco di Verona Federico Sboarina - siamo tutti chiamati ad un grande senso di responsabilità. Seguiamo queste prescrizioni per poter uscire in fretta da questa emergenza».

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