Coronavirus, zero i casi a Verona. L'Ulss9: «Preparati per gestire qualsiasi situazione»

Sono circa cento i pazienti tenuti sotto "sorveglianza attiva" in tutta la provincia veronese, ma tutti i tamponi finora svolti hanno dato esito negativo. Gli ospedali sono regolarmente in funzione, tutti i servizi garantiti e sono state rafforzate per sicurezza le "terapie intensive"

Conferenza stampa indetta dai vertici dell’Azienda Ulss 9 e dell’Azienda Ospedaliera Integrata Universitaria di Verona

«Per ora nella provincia di Verona non abbiamo casi di persone positive al nuovo coronavirus», esordisce con questa importante rassicurazione preliminare il direttore generale dell'azienda ospedaliera di Verona, Dott. Francesco Cobello, presente all'odierna conferenza stampa indetta dai vertici dell’Azienda Ulss 9 e dell’Azienda Ospedaliera Integrata Universitaria di Verona per fare il punto della situazione nel territorio veronese. Allo stesso tempo, ha comunque precisato il Dott. Cobello, «sono state messe in atto tutte le procedure necessarie per garantire la massima tutela sia dei cittadini che dei dipendenti». Traspare una certa serenità, dunque, per quel che riguarda tanto l'aspetto logistico, quanto le dotazioni a disposizione dell'azienda ospedaliera chiamata a fronteggiare la sfida dell'epidemia da "nuovo coronavirus" che, tra le varie regioni italiane colpite, vede anche il Veneto in prima linea. È stata inoltre attivata una speciale "unità di crisi" per gestire la situazione e che si riunisce pressoché ogni giorno per gli aggiornamenti del caso. Con l'ausilio della Protezione civile, anche in questa circostanza ringraziata dal Dott. Cobello, sono inoltre state predisposte delle apposite tende che, in caso di necessità, potrebbero eventualmente essere impiegate per lo smistamento all'accesso dei pazienti e, conseguentemente, una loro più oculata gestione.

Gli ospedali e i servizi funzionano regolarmente

Un altro aspetto essenziale che il direttore generale dell'azienda ospedaliera di Verona ha voluto sottolineare, è il fatto che «l'ospedale funziona normalmente, non vi sono particolari criticità, abbiamo anzi rafforzato le terapie intensive ed abbiamo "liberato" una serie di posti letto aggiuntivi isolati, nel caso in cui dovesse presentarsi una situazione di difficoltà che, al momento, non sussiste». Da questo punto di vista è quindi importante spiegare che i cittadini che necessitino di cure, piuttosto che di effettuare interventi programmati debbono sentirsi tranquilli nel recarsi in ospedale, dove sussistono «tutte le procedure idonee per essere coperti da potenziali contatti impropri». L'ospedale è e resta dunque «un luogo sicuro». Una cosa questa particolarmente urgente da rimarcare, in quanto non sono infrequenti i casi di persone che, a causa di timori del tutto ingiustificati, hanno telefonato per disdire appuntamenti  fissati precedentemente: «Ci tengo a dire alla cittadinanza che le prestazioni sono garantite e che gli ospedali sono sicuri. - ha spiegato il Direttore Generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi - Stiamo lavorando in coordinamento con Prefettura, Comuni e Regione Veneto, che hanno messo in campo uno sforzo straordinario, e come sistema ci stiamo muovendo in un’unica direzione per garantire la salute delle persone. Il mio grazie va in particolare a tutti i dipendenti del sistema sanitario regionale».

Molte persone che contraggono il virus poi guariscono

Il Direttore Sanitario dell'Ulss9 Scaligera, la Dott.ssa Denise Signorelli, ha quindi a sua volta voluto ricordare come dietro a questi zero casi di contagio da "nuovo coronavirus" nel territorio veronese vi sia in realtà comunque un enorme lavoro ed impegno, anzitutto per far sì che «i casi continuino a restare zero», ma in secono luogo anche per «farsi trovare pronti qualora vi dovessero essere dei pazienti positivi». Tutti gli ospedali della provincia sono tra loro costantemente interconnessi ed aggiornati, mentre i pronto soccorsi quotidianamente registano accessi di soggetti che vengono sottoposti a triage, seguendo un preciso protocollo ed alcuni vengono poi monitorati da vicino. Venendo ai numeri, pur ricordando che nessun paziente ad oggi è risultato positivo al tampone, si contano circa un centinaio di persone che sono attualmente poste sotto "sorveglianza atttiva". Si tratta di soggetti che non manifestano particolari criticità, ma che sono monitorate con attenzione in via precauzionale. Il dato principale resta ovviamente che i circa 80 tamponi realizzati nella provincia scaligera di cui si ha avuto esito sono, ad oggi, risultati tutti negativi.

«L'obiettivo principale, - ha quindi spiegato la Dott.ssa Signorelli - è quello di arrivare a confinare il più possibile l'infezione, proprio per evitare i casi gravi. L'epidemiologia in Italia ci sta dimostrando che le persone che contraggono il virus poi guariscono, ma vi è comunque una piccola percentuale che ha bisogno di servizi intensivi, è questa la vera preoccupazione in termini di organizzazione del servizio sanitario nazionale e dei nostri ospedali per riuscire a supportare eventualmente le aree critiche». A tal riguardo è bene riportare quali sono i numeri, rassicuranti anche in questo caso, relativamente alla "terapia intensiva" negli ospedali della rete veronese: San Bonifacio e Legnago contano ciascuno 8 posti, mentre a Villafranca di Verona è possibile arrivare fino a 10 posti letto, più vi sono quelli che gli enti accreditati, in caso di necessità, potrebbero offrire. A questi, naturalmente, vanno poi aggiunti i 12 posti dell'ospedale di Borgo Roma e i 48 del policlinico di Borgo Trento a Verona, oltre a quelli che garantirebbero eventualmente le stesse sale operatorie disponibili. 

Dott.ssa Pina Napoletano: «Le persone in sorveglianza attiva sono circa 100»

Presente alla conferenza stampa congiunta anche la responsabile UOS Profilassi Malattie Infettive dell’Ulss 9, la Dott.ssa Pina Napoletano la quale ha spiegato il ruolo dell’attività di prevenzione e in particolare della «sorveglianza attiva di persone che potrebbero essere state a contatto con dei casi positivi, che devono essere messe in isolamento domiciliare e tenute sotto sorveglianza venendo contattate tutti i giorni due volte al giorno, per verificare le loro condizioni di salute. Finora, - ha ribadito la Dott.ssa Pina Napoletano - in tutta la provincia le persone in sorveglianza attiva sono circa 100. Sempre a livello provinciale, ad oggi abbiamo eseguito circa 80 tamponi e tutti i casi segnalati come "a rischio" sono risultati negativi. Abbiamo inoltre istituito un team che dalla prossima settimana potrà effettuare tamponi a domicilio. L’altra attività che portiamo avanti è quella di formazione dei Medici di medicina generale, con i quali abbiamo una collaborazione molto stretta».

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Presidente della Conferenza dei Sindaci: «Serve fare sospensione, non chiusura delle scuole»

Un ringraziamento particolare all'Ulss e all'Aoui è giunto poi da Flavio Pasini, sindaco di Nogara e Presidente della Conferenza dei Sindaci, «per il lavoro che stanno svolgendo per la nostra sicurezza e tranquillità, una tranquillità che deriva anche dall’essere preparati all’emergenza. La scorsa settimana - ha spiegato Pasini - ci siamo organizzati con tutti i sindaci e la direzione dell’Ulss attivando una chat che ci permette di essere aggiornati in tempo reale, per dialogare, porre domande e condividere le risposte. Il mio ringraziamento va a tutti gli operatori della sanità, che in questi giorni stanno lavorando duramente per la nostra sicurezza». Relativamente agli istituti scolastici, inoltre, una delle richieste avanzate dalla Conferenza dei Sindaci nei confronti della Regione Veneto, ha rivelato poi il sindaco di Nogara e presidente Flavio Pasini, è stata quella di «fare una sospensione delle scuole e non una chiusura, almeno per i giorni nei quali ci si avvicina alla riapertura, perché le scuole non richiedono di essere "sanificate", ma solo "pulite", poiché non si sono finora avuti casi di contagio conclamati e non vi è quindi necessità di una sanificazione particolare».

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