Il sindaco di Verona: «Troppe persone in giro. Valuto limitazioni più restrittive»

«O i veronesi hanno capito male, oppure c'è chi se ne approfitta», ha dichiarato il primo cittadino scaligero Federico Sboarina

 

Le segnalazioni che da ieri mattina arrivano alla centrale operativa della polizia locale, unite ai controlli effettuati dagli agenti e alle immagini registrate dalle 283 telecamere di sorveglianza dislocate su tutto il territorio comunale, fotografano una situazione non rispettosa delle misure per il contenimento del virus. «Qualcuno ha interpretato in maniera estensiva l’applicazione dell’ordinanza regionale del 13 aprile, - si legge in una nota di palazzo Barbieri - che ammette l’attività motoria in prossimità di casa». Alla luce della novità, il sindaco Federico Sboarina ha quindi voluto fare chiarezza sul nuovo provvedimento in vigore anche nel Comune di Verona fino al 3 maggio, puntualizzando ciò che è permesso fare e ciò che invece non lo è.

«O i veronesi hanno capito male, oppure c'è chi se ne approfitta. - spiega il sindaco Sboarina - Nulla è cambiato rispetto alle settimane scorse, il numero di contagi è ancora elevato e l'imperativo da rispettare è sempre quello di rimanere a casa. Se ho deciso di allineare il nostro Comune al provvedimento regionale, anziché rinnovare la precedente ordinanza comunale con il divieto all’attività motoria, l'ho fatto per due ordini di motivi. Il primo riguarda il numero dei contagi. La comunità scientifica ci dice che a Verona il numero di contagi e decessi si è allineato con le altre città e che, a differenza delle settimane scorse, i contagi ora sono circoscritti in ambiti chiusi e non diffusi. Il secondo riguarda le misure di protezione previste dalla Regione per quando si esce, più restrittive rispetto a prima. Se è vero che si può uscire sotto casa, individualmente per prendere una "boccata d'aria", è anche vero che lo si può fare solo indossando mascherina e guanti, mantenendo una distanza di sicurezza di due metri e non più uno. Si tratta di ulteriori misure per prevenire il contagio, dando ai cittadini la possibilità di fare una passeggiata nei dintorni della propria abitazione. Ciò non vuol dire via libera al jogging, come qualcuno deve aver frainteso. Tanto più che i luoghi votati a questo tipo di attività come parchi, bastioni e aree verdi non solo restano chiusi ma saranno oggetto di maggiori controlli».

Il primo cittadino scaligero ha quindi aggiunto: «Ho già dato disposizione al comandante Altamura di potenziare le verifiche su tutto il territorio, con operazioni mirate per verificare che chi esce di casa lo faccia solo per motivi di necessità e indossi i dispositivi di protezione, anche nel caso della passeggiata. Se i controlli confermeranno la situazione di ieri, sarò costretto a prevedere limitazioni più restrittive rispetto a quelle ora in vigore, perché non possiamo ancora permetterci di mollare e vanificare gli sforzi fatti finora. Nel weekend pasquale i veronesi hanno dato una grande prova di responsabilità e di senso civico, e perciò li ringrazio. La città era davvero chiusa, il buon senso ha prevalso sul desiderio di uscire. Un sacrificio che non possiamo permetterci di vanificare proprio ora, se vogliamo tornare il prima possibile alla normalità».

Passeggiate e uscite, cosa è permesso?

Passeggiate e uscite sono ammesse con l'obbligo di indossare mascherina e guanti. Bisogna rimanere nelle vicinanze di casa ed essere da soli. La distanza di sicurezza aumenta a 2 metri (anziché 1 metro). Fino a ieri, il Comune di Verona era uno dei pochi in Italia a vietare la passeggiata e l'attività motoria sotto casa. Una restrizione rispetto agli altri provvedimenti voluta dal sindaco alla luce del numero di contagi e decessi che nelle settimane scorse avevano fatto di Verona la città più attenzionata del Veneto.

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