L'Ulss 9 Scaligera vara un piano di sanità pubblica per le case di riposo

Alcune strutture veronesi sono andate in difficoltà per i contagi da coronavirus. Per ogni casa di riposo saranno valutati i rischi. Intanto è stata creata una cabina di regia

 

Sui circa 5.800 anziani ospiti delle case di riposo veronesi, 44 sono deceduti per coronavirus e 21 sono attualmente ricoverati in ospedale. E sui 3.166 operatori che lavorano nelle case di riposo veronesi, 110 sono positivi al Covid-19 e 91 sono in isolamento fiduciario, quindi 201 sono costretti a rimanere a casa. Questi sono i numeri forniti oggi, 3 aprile, dal direttore dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi nell'aggiornamento sull'andamento dei contagi di coronavirus nelle strutture di accoglienza per anziani di Verona e provincia

La gestione delle case di riposo in cui sono stati scoperti casi di coronavirus è problematica e purtroppo anche nel Veronese più di una struttura è andata in difficoltà, o per carenza di personale (costretto a casa perché contagiato) o per la cura da prestare agli anziani malati, i quali devono essere anche isolati e quindi è necessaria una riorganizzazione degli spazi interni per dividere i casi positivi dai casi negativi di Covid-19.
La Regione Veneto ha deciso di affrontare il problema con un piano che l'Ulss 9 Scaligera ha presentato e che sta applicando. Le linee guida regionali chiedono la valutazione del rischio e la stesura di un piano specifico per ogni singola casa di riposo ed è quello che ha già incominciato a fare e che continuerà a fare l'Ulss.
Nel frattempo, si è cercato di sopperire alla carenza di personale. «Lo abbiamo fatto in tutti i modi - ha detto Girardi - Abbiamo fatto dei bandi interni, aperti anche al personale andato in pensione. L'Aoui di Verona ci sta dando una mano. Abbiamo fatto un appello a tutte le associazioni di volontariato e alle cooperative che ci hanno dato una mano grandissima. In questo modo siamo riusciti a reperire una quarantina di operatori». Ed oltre a questo è cominciata e sta proseguendo la consegna di mascherine e di dispositivi di protezione individuale in tutto il personale delle case di riposo. Infine, i test a tampone per scoprire chi ha contratto il virus e chi invece non lo ha contratto sono stati fatti su tutti gli ospiti e tutti i lavoratori delle strutture per anziani. Il problema, nel caso dei tamponi, è che i laboratori ancora non sono in grado di analizzare tempestivamente tutti i campioni che ricevono. E quindi da quando il test viene raccolto fino al momento in cui si conosce l'esito di quel test possono passare dei giorni.

Oltre a Pietro Girardi, nell'aggiornamento di oggi ha parlato anche il dottor Raffaele Grottola, direttore dei servizi socio sanitari dell'Ulss 9 Scaligera. Il dottor Grottola ha spiegato che l'Ulss 9 ha costituito un team di quattro professionisti che «faranno da cabina di regia» per l'applicazione del piano operativo previsto per le case di riposo. Il team è composto da: Viviana Coffele, Giuseppina Napoletano, Gabriele La Rosa e Paola Dalle Pezze. «Sono quattro figure strategiche - ha detto Raffaele Grottola - che avranno la collaborazione di tutti, in particolare con medici di sanità pubblica, medici delle cure primarie e medici specialisti».
Il team e i medici individuati dall'Ulss 9 dovranno coordinare l'attività che andrà fatta in ogni casa di riposo veronese. Ogni struttura dovrà valutare il rischio interno sulla base dei casi positivi rilevati, della necessità di dispositivi di protezione e della formazione del personale. «Inoltre, Gabriele La Rosa si è reso disponibile per fornire assistenza sette giorni su sette a tutte le case di riposo», ha concluso Grottola.

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