Coronavirus e nuovo decreto: cosa cambia a Verona? Ecco le principali misure adottate

Musei e luoghi di cultura chiusi fino al 3 aprile, mentre agli «anziani» e persone con «patologie croniche» è fatta «espressa raccomandazione di evitare di uscire di casa»

Piazza Bra l'8 marzo 2020 - webcam Comune di Verona

AGGIORNAMENTO DEL 9 MARZO 

Nella serata di lunedì 9 marzo 2020 il premier Conte ha annunciato il decreto "Io resto a casa", le misure contro il coronavirus diventano valide per l'Italia intera

AGGIORNAMENTO DEL 9 MARZO 

Il nuovo decreto firmato dal premier Conte l'8 marzo per contenere la diffusione del virus "Sars-CoV-2" sul suolo nazionale prevede misure particolarmente stringenti per alcune aree specifiche, come ad esempio la regione Lombardia ed altre province. Tra queste non vi è la città di Verona, ma per quel che riguarda il Veneto solo Treviso, Padova e Venezia, cosa che peraltro già di per sé ha suscitato il malcontento a livello regionale con una lettera inviata dal presidente Zaia che chiede lo stralcio di queste tre province dal decreto. Ciò detto resta il fatto che un inasprimento delle misure di sicurezza il decreto lo prevede anche per tutte le altre regioni e province italiane, dunque ivi compresa anche la città e la provincia di Verona.

Leggi qui i chiarimenti di Ministero dell'Interno e Protezione civile relativi al decreto

«Ci sono ancora parecchi punti non chiari. - ha commentato anche il sindaco di Verona Federico Sboarina riferendosi al nuovo decreto - Mi aspetto che il governo ci comunichi al più presto le precisazioni richieste. Possibilmente stavolta in via rapida e seria e non attraverso i media».

sboarina post decreto coronavirus

Il post su Facebook del sindaco di Verona Federico Sboarina

Scarica qui il nuovo Dpcm dell'8 marzo 2020

La comunicazione del Pd Veneto

«Comunichiamo ai cittadini che tra le "comprovate esigenze lavorative" rientrano tutte le attività d’impresa, - scrive su Facebook poco dopo le ore 15 di oggi il Pd Veneto - quindi il Dpcm non determinerà il blocco delle attività produttive, delle attività lavorative, né tantomeno il blocco dei trasporti e della circolazione delle merci da e per le zone soggette alle limitazioni del decreto 8 marzo 2020. Restiamo in attesa della nota di chiarimento ufficiale da parte del Ministero che arriverà in giornata».

pd veneto
Il post Facebook del Pd Veneto

Le principali prescrizioni del nuovo decreto

Una prima novità stringente la si rileva per quanto riguarda i musei e i luoghi di cultura che vengono chiusi fino al 3 aprile, mentre per quanto riguarda le attività didattiche nelle scuole e nei servizi educativi per l'infanzia, oltre che nelle università, restano «sospese fino al 15 marzo 2020», così come si legge nel nuovo decreto che ha validità sin da oggi domenica 8 marzo e le cui disposizioni, come si legge all'Art. 5 (Disposizioni finali), «sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020». Una di queste «diverse previsioni» è dunque proprio quella contenuta al punto 1 lettera "h" dell'Art. 2 riferita alla sospensione delle attività didattiche che resta quindi tale «fino al 15 marzo 2020».

All'Art. 3 lettera "b" si fa poi «espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro». Alla lettera "c" «si raccomanda di limitare, ove possibile, gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari». Alla lettra "d" si spiega poi che «ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° centigradi) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante».

In tutta Italia e dunque anche a Verona sono poi «sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale».

Sono poi «sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato».

Sono inoltre «sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione».

È consentito lo «svolgimento delle attività di ristorazione e bar, con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpresonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione».

È poi «fortemente raccomandato» presso gli esercizi commerciali diversi da quelli precedenti, all'aperto o al chiuso,  che «il gestore garantisca l'adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro tra i visitatori».

Sono inoltre «sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico». Per quel che riguarda «lo sport di base e le attività motorie in genere, svolti all'aperto ovvero all'interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro».

L'apertura dei luoghi di culto «è condizionata all'adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro». Tuttavia, «sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri».

Vige poi il «divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus».

Informazioni e contatti di pubblica utilità

Sito web del Comune di Verona: https://www.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=69011

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