Coronavirus, i dati dell'Iss: colpiti di più i maschi, si muore soprattutto tra 80 e 90 anni

Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità le donne risultano meno colpite dal virus

Grafico età - fonte Istituto superiore sanità

L'Istituto superiore di sanità (Iss) ha pubblicato nelle scorse ore un accurato resoconto sulla situazione dell'epidemia da coronavirus "Sars-CoV-2", aggiornato al 17 marzo 2020. Il report è stato commentato dal presidente del Comitato Sindaci Pianura Veronese, nonché sindaco del Comune di Nogara, Flavio Pasini che via social spiega: «Vengono confermate alcune tendenze già rilevate fin dall'inizio del contagio: sono colpiti maggiormente i maschi rispetto alle femmine, in misura di circa 65% maschi e 35% femmine. La classe di età più colpita, in termini di decessi, è quella tra gli 80 e i 90 anni, la stragrande maggioranza dei decessi (il 99,2%) riguarda persone anziane con una o più patologie pregresse. In particolare nel 76,1% dei casi ipertensione arteriosa, nel 35,5% dei casi diabete mellito e nel 33% dei casi cardiopatie».

«Si tratta quindi di un virus che va a colpire soprattutto la fascia più fragile della nostra popolazione, - rileva dunque il presidente del Comitato Sindaci Pianura Veronese - quella dei nonni. In Italia l'età media è tra le più alte al mondo e il 35,7% della popolazione ha un'età superiore ai 65 anni (dato eurostat), per questo la mortalità del coronavirus nel nostro paese è così alta rispetto alla Cina e ad altri paesi mediamente più giovani. Proteggere i nostri nonni significa curarsi della nostra memoria familiare e sociale, dei nostri affetti e dei nostri valori più profondi».

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«In questa guerra, per ora, possiamo solo difenderci, - conclude quindi il presidente del Comitato Sindaci Pianura Veronese - non abbiamo ancora armi sufficienti per aggredire il virus, per questo dobbiamo fare il possibile perché non raggiunga le persone più fragili, per questo dobbiamo stare in casa, isolarci. ed evitare i contatti, in modo particolare se viviamo con persone anziane. Teniamo al sicuro i nostri nonni».

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