Chiesta moratoria per gli sfratti, PD: «Si allarghi anche agli affitti commerciali»

Il sindaco di Verona Federico Sboarina ha scritto ai presidenti del tribunale, Ater e Agec per invitarli a valutare la sospensione delle procedure. Ma il Partito Democratico gli chiede di andare anche oltre

Foto generica di repertorio

Il Comune di Verona ha chiesto una moratoria degli sfratti fino al termine dell'emergenza di coronavirus. Vista l'eccezionalità del momento e le limitazioni imposte agli spostamenti delle persone, il sindaco Federico Sboarina ha firmato una lettera per i presidenti di tribunale, Ater e Agec in cui invita a valutare la sospensione delle procedure.

Sono molte le esigenze dei cittadini che ci troviamo ad affrontare in questo momento di emergenza - ha spiegato il sindaco - La misura efficace è quella di restare a casa quindi mi sto preoccupando di contenere ogni tipo di spostamento. Nel caso degli sfratti, potrebbe generarsi un ulteriore problema di contenimento della popolazione, unito anche al fatto della difficoltà di trovare soluzioni alternative. Dobbiamo anche fare in modo che si limitino i nuovi contatti con nuove persone. In altre parola, la straordinarietà del momento, ci impone provvedimenti altrettanto straordinari a salvaguardia di tante famiglie, anche con minori e anziani, in grave fragilità sociale. La comunità veronese sta rispondendo bene alle limitazioni imposte ma, con una crescente attenzione da parte di tutti, possiamo fare ancora meglio. Stare a casa deve rappresentare per i cittadini una priorità indiscutibile.

Ed il Partito Democratico di Verona, dall'opposizione, ha definito giusta questa iniziativa del sindaco Sboarina, a cui però ha chiesto di fare fino in fondo la propria parte promuovendo una moratoria anche sul pagamento degli affitti delle locazioni commerciali e artigianali nei locali di sua proprietà e nei locali commerciali di Agec. E lo stesso sarebbe chiamata a fare anche la Regione Veneto, attraverso Ater. La misura è già stata adottata da altre città e verrebbe incontro, con un rinvio dilazionato dei pagamenti, a tutte le attività commerciali e artigianali che sono costrette alla chiusura oppure che si vedono quasi azzerare gli incassi per effetto delle limitazioni agli spostamenti imposti alla popolazione.

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Oltre al valore economico, la misura avrebbe anche un fondamentale valore simbolico in quanto potrebbe fornire il buon esempio a tutti locatori privati che per questo periodo di fermo forzato delle attività economiche non possono realisticamente pretendere di vedere onorate tutte le scadenze e che, pertanto, attraverso le proprie associazioni di categoria potrebbero formalizzare una misura simile in via di autoresponsabilità - hanno dichiarato i consiglieri comunali del PD Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani - Non da ultimo si dovrebbe cominciare a pensare agli inquilini che, per effetto di congedi parentali o della cassa integrazione ordinaria e in deroga, vedranno nei prossimi mesi ridursi significativamente i propri redditi. Il minimo che in questo caso Comune e Regione potrebbero fare è di fare avere i rimborsi agli inquilini Agec e Ater per i 7 mesi in cui hanno pagato canoni maggiorati e sproporzionati per effetto della riforma delle case popolari poi ritirata e corretta. Restiamo sempre in attesa che il sindaco individui una modalità per condividere e discutere anche con le opposizioni le misure straordinarie da adottare in questo periodo di crisi che, purtroppo, si annuncia essere più lungo e più complicato di quanto inizialmente si sarebbe potuto prevedere.

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