Zaia: «Passato un picco, ma non sappiamo se ce ne saranno altri»

E il presidente del Veneto s'inventa anche uno slogan: «Se vogliamo uscire di casa, dobbiamo restare in casa»

 

Il coronavirus non conosce domeniche e festivi e neanche chi sta fronteggiando l'emergenza si può permettere giornate di riposo o cali di tensione. E così anche oggi, 5 aprile, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha tenuto il suo aggiornamento quotidiano sull'andamento dell'emergenza Covid-19. Insieme agli assessori regionali alla sanità Manuela Lanzarin e alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, Zaia ha aperto la conferenza riportando i dati sul contagio in Veneto e sottolineando un dato espresso dalla comunità scientifica: sarebbero infatti almeno 59mila gli uomini e le donne nel mondo ad essere stati salvati da una possibile morte per coronavirus se non si fossero adottate limitazioni.

E ai dati del bollettino regionale sul Covid-19, Zaia ha aggiunto altre cifre. Da Consip, la centrale per gli acquisti della pubblica amministrazione italiana, il Veneto ha ricevuto 150 respiratori invasivi e 30 respiratori per le terapie sub-intensive. «Questo è il materiale che abbiamo avuto, ma auspiachiamo di averne ancora - ha detto il presidente della Regione - Tra l'altro sono in arrivo una cinquantina di altri respiratori, rimediati attraverso delle donazioni». Questo permetterà alla sanità veneta di allargare la propria capacità di prestare soccorso a chi è gravemente malato.

Sul capitolo mascherine, Zaia ha informato che la Regione ha voluto fare una bella scorta. «Abbiamo dato mandato ad Azienda Zero di fare un magazzino per coprire sei mesi - ha detto il presidente del Veneto - Abbiamo comprato 24 milioni e 700mila mascherine. E ogni giorni ne distribuiamo alle Ulss 239.800 per tutti gli operatori, tra cui medici di base e lavoratori delle case di riposo. Sul mercato, ormai, le mascherine sono reperibili, quindi io auspico che il Governo permetta ai cittadini di potersene approvvigionare a prezzi accessibili».

Stimolato poi dalle domande dei giornalisti, Zaia ha ribadito che il tema di aprire o chiudere aziende e imprese non compete alla Regione ma allo Stato centrale. «Noi possiamo solo continuare a fare i controlli e ne abbiamo fatti tanti - ha detto il presidente - Perché è giusto stare dalla parte dei lavoratori, a cui deve essere garantita la sicurezza, ed degli imprenditori che necessitano di assistenza».
E infine è stato chiesto a Zaia se se la sentiva di dire che il picco dei contagi è passato. «No - è stata la sua risposta - Abbiamo passato un picco ma non sappiamo se ce ne sarà un altro. Questo dipenderà dai veneti. Lo slogan potrebbe essere: se vogliamo uscire di casa, dobbiamo restare in casa».

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