Covid in una residenza per anziani a San Giovanni Lupatoto, 18 positivi

I casi sono stati rilevati alla Residenza Mimosa del Centro Servizi Monsignor Ciccarelli, in Via Carlo Alberto. La direttrice generale Elisabetta Elio: «Momento di forte criticità. Prese decisioni per contrastare i contagi»

(Fonte foto: Fondazione Pia Opera Ciccarelli)

Si è acceso un focolaio di Covid-19 nella Residenza Mimosa del Centro Servizi Monsignor Ciccarelli di Via Carlo Alberto 18 a San Giovanni Lupatoto.

La Residenza Mimosa accoglie persone anziane non autosufficienti di primo e secondo livello ed è una parte del Centro Servizi Monsignor Ciccarelli, in cui sono presenti 167 posti letto sui 650 disponibili in tutta la Fondazione Pia Opera Ciccarelli, la quale è formata da nove residenze sul territorio provinciale in cui lavorano 800 dipendenti.

Attualmente il numero degli ospiti della Residenza Mimosa è 41 con un numero di contagiati pari a 18. Il resto della Fondazione non presenta criticità simili alla Mimosa, ma ancora non sono stati comunicati tutti gli esiti degli esami svolti. Comunque, la sintomatologia manifestata dai residenti colpiti dal virus non desta particolare preoccupazione. I contagiati hanno una sintomatologia lieve oppure sono del tutto asintomatici.

Alta come sempre l'attenzione dell'organizzazione che ha attivato le procedure previste in situazioni di questo tipo: isolamenti, distanziamento e metodologia operativa che porta ad operare su ogni singolo ospite in spazi dedicati e con i dispositivi previsti per questo tipo di situazione. Tutte le procedure messe in atto per qualsiasi livello di attenzione sono condivise e validate dai responsabili preposti dell'Ulss 9 Scaligera, che in questa occasione si sono resi prontamente operativi per fronteggiare con la Fondazione questa emergenza.
Il sindaco di San Giovanni Lupatoto Attilio Gastaldello, subito informato dei fatti dal presidente monsignor Cristiano Falchetto, si è messo prontamente a disposizione della Fondazione per eventuali necessità del caso.

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La dottoressa Elisabetta Elio, direttrice generale dell'ente, e ai suoi diretti collaboratori non hanno mai sottovalutato il delicato compito della comunicazione che si è orientata a sostenere i residenti delle case, i familiari che hanno dovuto affrontare, con il distanziamento, forme alternative di contatto con i propri cari, gli operatori di qualsiasi livello e non ultimo l'informazione al territorio, affinché nessuno si sentisse escluso dalle vicende e dalla vita dei Centri Servizi.
Già il 29 settembre, sulla vicenda della Mimosa, il direttore dei servizi Domenico Marte, ha attivato una comunicazione scritta e indirizzata a tutti i familiari, ai rappresentanti legali degli ospiti della Mimosa e al presidente del Comitato Familiari Ospiti della Fondazione. E ieri, 1 ottobre, la dottoressa Elio ha raggiunto via social, con un comunicato, i familiari della Fondazione, il sindaco e cittadini per confermare il valore di trasparenza e condivisione che questa Fondazione vuole avere con il territorio. «In questo momento di forte criticità, le decisioni prese dalla Fondazione in tema di azioni per contrastare la diffusione del contagio sono legittimate e rese obbligatorie dalla normativa nazionale e regionale, oltre che dalle norme di igiene e sanità pubblica - ha scritto Elisabetta Elio - La direzione invierà ai familiari e al sindaco report puntuali e trasparenti in merito alla situazione. Il medico sta provvedendo ad informare i familiari o i rappresentanti legali dei residenti dello stato di positività del proprio caro o della propria cara. Si è ritenuto doveroso sospendere le visite programmate in presenza e attivare immediatamente il servizio di videochiamata tramite tablet ed altri strumenti informatici di cui ogni residenza è dotata. In attesa di conoscere gli esiti dei tamponi e la conseguente entità del focolaio, tutte le residenze di San Giovanni Lupatoto hanno adottato le misure di isolamento necessarie. Tutto il personale della Fondazione e tutti gli operatori impegnati nel settore socio-sanitario hanno bisogno della vostra consapevolezza perché solo così possiamo lavorare con quella lucidità, concentrazione e tranquillità professionale che la situazione richiede».

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