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(Foto di repertorio)

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«Personale dei pronto soccorso al limite, difficile continuare a resistere»

La situazione è emersa nelle ultime assemblee dei lavoratori di Verona, Legnago, San Bonifacio e Villafranca. I sindacati hanno chiesto un incontro con il prefetto

A seguito dell'assemblea dei lavoratori dei pronto soccorso degli ospedali di Legnago, San Bonifacio e Villafranca e di quella che ha coinvolto lavoratrici e lavoratori dei pronto soccorso di Verona, i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno informato il prefetto del quadro di assoluta gravità in cui versa il sistema dei pronto soccorso a causa della pandemia.

Le principali problematiche sono: il costante e importante afflusso di pazienti, sia Covid che non Covid; lo stazionamento di pazienti Covid in osservazione per un numero di giorni anche molto superiori alle 48/72 ore previste per la mancanza di posti letto disponibili; le ingenti quantità di ossigeno a carico di una struttura con grandi difficoltà strutturali, che può anche pregiudicare la qualità dell’assistenza erogata e che espongono a pericolo e a rischio professionale il personale, essendo stati stravolti gli standard assistenziali (come il minutaggio, diventato anche doppio rispetto ai minimi previsti). «Una situazione - ha sottolineato Sonia Todesco, segretaria Fp Cgil Verona - che ha creato una condizione di stress fisico e psichico del personale, non più sostenibile».

I dati allarmanti della provincia di Verona, sia per numero di contagi sia per decessi, stanno esercitando una forte pressione sugli ospedali ed in particolare sui pronto soccorso che si sentono abbandonati nella gestione del sovraffollamento del servizio. «Il ritardo delle misure di contenimento del contagio e il ritardo nella conversione dei posti letto dedicati a pazienti no Covid in posti letto Covid stanno determinando una situazione non più gestibile per gli operatori dei pronto soccorso - ha ribadito Marco Nundini, segretario sanità Cisl Fp Verona - Ai vertici dell'azienda ospedaliera di Verona abbiamo chiesto di trovare una rapida soluzione ai disagi dei prolungati stazionamenti in pronto soccorso non in condizioni ottimali».

«La prospettiva che sia le misure previste dall'ordinanza regionale sia il lockdown, previsto dal nuovo decreto, possano rivelarsi misure tardive e insufficienti a scongiurare un'ulteriore pressione sulle strutture ospedaliere - ha concluso Marco Bognin di Uil Fpl - sta aggravando la condizione degli operatori sanitari». Operatori che, provati dalla fatica fisica e mentale, hanno annunciato di avere forti perplessità nella capacità di resistere per ulteriori giorni. Preoccupati di quanto emerso nel corso delle assemblee, i sindacati hanno chiesto di essere convocati dal prefetto, per rappresentare questa grave situazione del personale.

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