Cronaca Centro storico / Corso Cavour

Infortuni sul lavoro per Covid-19: a Verona 3.377 denunce nel 2020

È la provincia con il maggior numero di denunce presentate all'Inail, con un numero altissimo (2.500) di infezioni tra le donne

Nel 2020 in Veneto sono stati denunciati all'Inail 12.735 casi di contagio da Covid-19, il 9,7% dei casi denunciati a livello nazionale. E la provincia più colpita è Verona con 3.377 denunce.

L'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) ha divulgato le statistiche relative all'anno scorso, anno in cui abbiamo dovuto affrontare le due ondate di contagi da coronavirus, una in primavera e l'altra tra autunno e inverno. I mesi in cui si sono stati denunciati il maggior numero di casi in tutta la regione sono infatti marzo per la prima ondata, novembre e dicembre per la seconda, la quale ha avuto un impatto significativo nell'ambito lavorativo. Solo nell’ultimo trimestre, infatti, è stato registrato il 62% dei contagi avvenuti in occasione di lavoro.

Le infezioni da Covid-19 hanno colpito maggiormente i lavoratori della sanità e dell'assistenza sociale, ovvero coloro che operano negli ospedali, in case di cura e in case di riposo. Risultano più colpite le donne (73,7%) che, essendo maggiormente impiegate in questo settore, risentono dell'alto rischio da contagio presente nell’ambiente di lavoro.

Gli infortuni mortali causati dal virus in Veneto sono stati 10 (in Italia 423), e si sono concentrati soprattutto nei primi mesi della pandemia.

tabella infortuni covid veneto-2

infortuni covid veneto 2020-2

Come mostrano le tabelle, tra tutte le denunce del Veneto, 2.500 (un quinto del totale) provengono da donne lavoratrici della provincia di Verona. Una cifra che è più alta del totale delle denunce presentate complessivamente (uomini e donne) in ogni altra provincia del Veneto. «Cosa succede quindi nel lavoro femminile veronese? Quali sono i fattori che stanno producendo questa pandemia al femminile nel contesto di una diffusione della infezione da Covid-19? - si è chiesta la Cisl di Verona - La provincia Verona è, fin dall'inizio, quella da cui proviene il maggior numero di denunce. E considerando che, sia a livello nazionale che regionale, la maggior parte delle denunce sono inoltrate da personale occupato nel comparto socio-sanitario pubblico e privato appare comunque evidente che nel Veronese l'infezione continui a dilagare in questi ambienti di lavoro dove prevalgono le donne tra gli addetti. Ma anche questa ipotetica spiegazione non basta. È urgente saperne di più e per questo è necessario che Inail fornisca informazioni più dettagliate sui luoghi di lavoro, le professioni e le altre caratteristiche di queste denunce».
Cisl, con una lettera, ha chiesto a Inail, Spisal e prefetto di Verona un'attenzione mirata e maggiori informazioni su quanto sta succedendo. «Vogliamo capire quali sono state le effettive condizioni nelle quali le persone si sono infettate, se ci sono precise responsabilità e per implementare la vigilanza e promuovere ulteriori misure di tutela - conclude il sindacato - Come abbiamo visto la strada delle vaccinazioni è ancora in salita. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia proprio ora, mettendo a rischio la salute di persone che potrebbero trascinarsi conseguenze anche permanenti all'apparato respiratorio o neurologico».

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