Covid-19 nelle case di riposo, Ulss 9: «Controlli continui. Arrivano i test-rapidi»

Su 73 strutture nel Veronese, in 29 sono stati riscontrati casi di coronavirus. Gli ospiti deceduti sono saliti a 60 e 277 sono quelli contagiati. E contagiati sono anche 105 dipendenti

 

È in continua evoluzione la situazione sulla diffusione del coronavirus all'interno delle case di riposo veronesi e, per tenere informata la popolazione, l'Ulss 9 Scaligera ha deciso di organizzare degli aggiornamenti periodici. Questa mattina, 6 aprile, si svolto uno di questi aggiornamenti a cui hanno partecipato il direttore generale Pietro Girardi ed il direttore dei servizi socio-sanitari Raffaele Grottola.

I numeri forniti questa mattina spiegano perché Regione Veneto ed Ulss 9 Scaligera hanno un occhio di riguardo sulle case di riposo. Da quando è iniziata l'emergenza Covid-19, nelle strutture veronesi di accoglienza per anziani sono decedute 60 persone infettate dal virus, 35 di loro sono morte in ospedale e le altre 25 nelle case di riposo. Attualmente, sulle 73 distribuite nel Veronese, 29 strutture hanno almeno un caso positivo al test per individuare i contagiati dal coronavirus. Il numero complessivo degli ospiti contagiati è 277, di cui 19 ricoverati in ospedale. A questi si aggiungono poi i 55 posti comunque in isolamento preventivo perché venuti a contatto con un contagiato. Ma il coronavirus non infetta solo gli anziani e quindi anche alcuni dipendenti delle case di riposo hanno contratto il virus. Al momento, i lavoratori contagiati sono 105, più altri 95 messi in isolamento preventivo. Questo ha creato in alcune strutture una problematica carenza di personale che è stata gestita dall'Ulss. La situazione, comunque, è sotto controllo e per reperire nuovo personale, l'Ulss metterà a disposizione anche il suo sito internet a cui, chi vorrà, potrà inviare il proprio curriculum vitae, mettendosi così a disposizione di quelle case di riposo maggiormente in sofferenza.

Per rendere i dati sempre meno allarmanti, l'Ulss 9 Scaligera ha predisposto un piano che prevede una valutazione del rischio in ogni casa di riposo veronese. «Stiamo anche intervenendo direttamente nelle strutture maggiormente in difficoltà dal punto di vista sanitario - ha aggiunto Girardi - Ad esempio, oggi siamo a Pescantina, a Lazise e a Sommacampagna con i nostri medici, per verificare le misure di igiene e di terapia adottate in questi giorni. Proseguono poi i controlli con i tamponi. Oggi siamo a Mezzane, alla Rems di Nogara e al centro riabilitativo di Marzana. Questo pomeriggio poi avremo una video-conferenza con tutte le direzioni delle case di riposo e con le due principali federazioni di cooperative per avere un quadro complessivo del personale, in modo da poter accudire nel modo più corretto gli ospiti. Inoltre, abbiamo anche integrato la dotazione delle mascherine e dei dispositivi di protezione personale. A tutte le case di riposo è stata data una scorta importante, ma a quelle con pazienti Covid-19 abbiamo fornito dei dispositivi ulteriori».
Girardi ha poi spiegato che nell'incontro di questo pomeriggio con le case di riposo, sarà anche concordato un piano per i cosiddetti «test rapidi», ovvero quei test che permettono di sapere nel giro di poco tempo se un cittadino è positivo o negativo al coronavirus. In caso di positività, si procederà anche con gli attuali test a tampone, ma già si sarà messi in isolamento. «Insieme alle case di riposo faremo un programma per i test rapidi in tutte le realtà provinciali - ha aggiunto Girardi - Test rapidi che saranno fatti sia agli operatorio che agli ospiti. In questo programma sarà inoltre inserito anche tutto il nostro personale dipendente e tutti coloro che collaborano con noi».

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