Una persona positiva al coronavirus a Negrar, appello del sindaco: «Siate responsabili»

«Evitiamo il contatto ravvicinato, - ha detto il primo cittadino Roberto Grison - gli affollamenti, isoliamoci spontaneamente se vi sono sintomi riconducibili al virus, chiamiamo i numeri messi a disposizione dalle autorità sanitarie senza recarci al pronto soccorso»

Il Comune di Negrar di Valpolicella

«Care concittadine e cari concittadini, l’Autorità competente questo pomeriggio mi ha comunicato che una persona del nostro territorio è risultata positiva al test "Coronavirus Covid-19". Immediatamente sono state attivate le misure di contenimento previste dai protocolli». Lo ha annunciato in serata lunedì 9 marzo il sindaco di Negrar di Valpolicella Roberto Grison, in concomitanza con il discorso del premier Conte che annunciava nel frattempo il decreto "Io resto a casa" con nuove e più stringenti disposizioni valide su tutto il territorio italiano, dunque anche a Verona e provincia.

Il sindaco di Negrar di Valpolicella ha quindi invitato la popolazione a «proseguire le vostre attività nel rispetto delle misure di prevenzione igienico-sanitarie elencate nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 08.03.2020, già pubblicate sul sito del Comune. Non ci dobbiamo fermare, continuiamo normalmente la nostra vita quotidiana ma seguiamo in modo attento le indicazioni e le prescrizioni contenute nel Decreto. La tormenta del coronavirus che sta investendo progressivamente tutte le comunità ci obbliga ad alcune riflessioni. Facciamo parte di una comunità e non dobbiamo mai dimenticare che ogni nostro comportamento può incidere sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini che vivono intorno a noi. Può aiutare la comunità ad arginare il contagio, oppure la può esporre a un rischio maggiore».

Il primo cittadino Roberto Grison ha quindi sottolineato che «sono stati adottati provvedimenti che possono non piacere, che magari possiamo non condividere, provvedimenti che limitano le nostre vite private o pubbliche e che talvolta magari fatichiamo a comprendere. Ma sono regole pensate da autorità ed esperti che abbiamo il dovere di ascoltare, impegnandoci tutti in uno sforzo corale finalizzato ad uscire, assieme, presto, da una situazione complessa. È una situazione che espone alcuni di noi a un rischio serio: i più fragili per età o per condizioni personali».

«Anche questa mattina,- ha poi aggiunto Grison - in un confronto con i servizi sanitari della nostra Ulss e del nostro Ospedale è stata richiamata con forza la necessità di comportarci e di agire come una comunità responsabile e solidale, proprio per proteggere chi tra di noi ha più da perdere da questa situazione. Evitiamo il contatto ravvicinato, gli affollamenti, isoliamoci spontaneamente se vi sono sintomi riconducibili al virus, chiamiamo i numeri messi a disposizione dalle autorità sanitarie senza recarci al pronto soccorso, insomma osserviamo tutte le indicazioni che da tempo ci ha dettato il Ministero della Salute. Solo così possiamo ridurre il contagio e i tempi della sua durata: maggiore è il senso di responsabilità maggiore è la possibilità di uscirne presto. Oggi siamo chiamati tutti ad agire per gli altri e a preoccuparsi per gli altri; è l’occasione per trasformare l’emergenza in una gara di solidarietà. È il momento in cui l’individualismo, dal quale dipendono gran parte dei mali di cui soffrono le nostre comunità, si può trasformare in solidarietà».

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«In tanti stanno portando il peso di questi giorni difficili: i genitori che devono fare i salti mortali per prendersi cura dei ragazzi a casa da scuola, le nostre aziende, i tanti negozi, bar, ristoranti, pizzerie che subiscono danni economici difficili da superare. Penso anche agli ospedali del territorio, - ha poi sottolineato il sindaco di Negrar di Valpolicella Roberto Grison - con i medici e gli infermieri in trincea, che stanno facendo il massimo per tutelarci e proteggerci, con intelligenza e con un impegno che non ha orari o soste. Un appello soprattutto ai giovani che magari hanno maggiori difese al contagio, ma che possono portare la malattia ai nonni e ai più anziani. A coloro che ancora paiono preoccuparsi poco di questa difficile situazione la nostra comunità chiede di diventare i protagonisti positivi di questa sfida».

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