Zaia: «Nelle case di riposo una quarantina di morti e lavoratori contagiati»

Il presidente della Regione Veneto ha affrontato un tema contenuto anche nel nuovo piano di sanità pubblica regionale fresco di approvazione

 

Lo aveva dichiarato ieri, 29 marzo, lo ha ripetuto oggi, nell'appuntamento giornaliero con cui aggiorna la popolazione sull'emergenza coronavirus. «Questa è una settimana cruciale», ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Questa settimana tra marzo e aprile potrebbe essere importante per i veneti perché potrebbe essere indicativa sulla tendenza che avrà il contagio. Un tendenza che, per merito delle misure di isolamento e distanziamento sociale, già mostra un ritardo rispetto alle previsioni e per questo il presidente Zaia ha anticipato che probabilmente prorogherà le ordinanze con cui ha introdotto limitazioni agli spostamenti dei cittadini.

Ma l'argomento caldo in questi giorni è quello delle case di riposo, tema che è stato al centro anche delle riunioni avute oggi da Zaia. «Abbiamo preso una serie di provvedimenti tempestivi - ha dichiarato il presidente del Veneto - Stiamo continuando a fare i tamponi agli ospiti per conoscere lo stato di diffusione del virus e stiamo continuando la distribuzione delle mascherine. Una distribuzione che è iniziata da qualche giorno, ma solo perché prima non ne avevamo abbastanza. Adesso le mascherine ci sono e le stiamo distribuendo a tutti. Non vorrei che si pensasse che avevamo i magazzini pieni di mascherine e non volevamo darle a chi ne aveva bisogno».
Zaia ha fornito inoltre il dato di «una quarantina di decessi» nelle case di riposo, dato che non figura nei bollettini diffusi dalla Regione perché in quei bollettini sono conteggiati solo i morti di o con coronavirus negli ospedali. E, in più, c'è anche il problema di chi lavora nelle case di riposo e che ha contratto il virus «perché non avevano dispositivi di protezione», ha detto Zaia.
«Ci è stata data la disponibilità delle scuole di medicina delle università per l'attività dei test a tampone nelle case di riposo - ha aggiunto Zaia - Resta fondamentale la divisione degli anziani negativi da quelli positivi al coronavirus. Dove è possibile farla, la si fa all'interno della struttura, altrimenti si deve organizzare lo spostamento di un gruppo di ospiti».

Cambiando argomento, Luca Zaia ha anche annunciato il completamento del piano di sanità pubblica della regione. «Al suo interno non si parla solo di case di riposo, ma si rimette in asse tutte le attività da fare in virtù delle nuove direttive e delle nuove conoscenze acquisite - ha anticipato il presidente regionale - Inoltre, abbiamo previsto che entro cinque giorni dall'apparizione dei primi sintomi si potrà fare un test a casa. Poi, dopo una serie di attività, si potrà procedere con le infusioni a domicilio di idrossiclorichina per accompagnare l'eventuale contagiato nei suoi primi giorni di malattia ed evitare così l'ospedalizzazione».

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