Ragazze violentate da una coppia veronese: inchiodati dai filmati del cellulare

Altre due ordinanze sono state notificate a Mirko Altimari e una a Giulia Buccaro, i coniugi finiti in carcere per l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una 20enne, adescata con la scusa di trovare una baby sitter. E per la Questura il numero delle vittime potrebbe salire

Mirko Altimari e Giulia Buccaro

Sarebbero tre le vittime di Mirko Altimari, due delle quali violentate con la complicità della moglie, Giulia Buccaro, ma in Questura a Verona si ipotizza che il numero possa salire e nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella tarda mattinata di mercoledì, nella quale ha parlato il dirigente della Squadra Mobile Roberto Di Benedetto, è stato lanciato l'appello affinché eventuali altre persone cadute nella rete tesa dalla coppia, vincano la paura e denuncino quanto subito. 

IL PRIMO EPISODIO - I due arrivarono alla ribalta delle cronache inizialmente per un fatto più che altro curioso avvenuto nella zona di Trieste, quando la moglie avrebbe accompagnato il marito da una escort, per essere poi minacciato dal fidanzato di questa armato di katana per non aver pagato la tariffa per intero. 
Ben più grave invece l'accusa che ha portato all'arresto di entrambi il 14 gennaio 2019, per i reati di "sequestro di persona aggravato dalla finalità della violenza sessuale" e "violenza sessuale aggravata dall'uso dell'arma". In quell'occasione, una giovane ragazza veronese di 20 anni, era stata ingannata con l'annuncio pubblicato sul web per la ricerca di una baby sitter, ma quando si è presentata all'appuntamento la sera del 10 gennaio sarebbe stata condotta nelle campagne di Poiano, dove la coppia avrebbe abusato di lei, dietro la minaccia di un taglierino e di alcune foto osé scattate la sera stessa. La giovane però ha trovato il coraggio di denunciare tutto in Questura, fornendo alla Polizia di Stato il numero di targa pressoché completo e una descrizione ben dettagliata della coppia, che è finita in manette poco dopo. 

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GLI SVILUPPI - Già in quei giorni, gli investigatori avevano iniziato a sospettare che potesse non essere l'unica vittima dei due e con il passare dei giorni le ipotesi avrebbero trovato sempre più conferme, al punto che all'uomo sono state notificate altre due ordinanze di custodia cautelare e una invece alla donna, grazie all'analisi del telefono cellulare di lui.
La seconda ordinanza, notificata alla fine di febbraio, è arrivata per un fatto avvenuto la sera dell'11 gennaio, quella seguente all'episodio che ha visto una 20enne denunciarli e farli rinchiudere in galera, testimoniato da un video che gli stessi dirigenti della Polizia non hanno esitato a definire «orribile». Quella sera Altimari sarebbe riuscito con una scusa a far salire sulla propria auto un'altra giovane veronese intenta a comprare le sigarette. A quel punto sarebbe spuntata fuori la Buccari, nascosta nell'abitacolo, che l'avrebbe bloccata fino a quando i tre non sono arrivati nello stesso terreno di Poiano dove era avvenuta l'altra violenza. Qui la vittima sarebbe stata spogliata, obbligata a bere della vodka, seviziata con calci e pugni e con sigarette spente in diverse zone del corpo, prima di subire abusi sessuali da parte di entrambi in coniugi, che a turno filmavano.  
La terza ordinanza invece riguarda solamente Altimari ed è stata notificata all'uomo nella giornata di martedì, per un fatto da lui stesso ripreso con il proprio telefono e risalente al 28 dicembre 2018. Questa volta l'uomo avrebbe agito da solo, adescando la sua vittima (sempre una giovane veronese) con un altro annuncio per cercare una baby sitter e pubblicato sul web. Portata anch'essa nello stesso campo nella zona di Poiano, sarebbe stata a sua volta denudata, prima di essere obbligata, sotto la minaccia di un'arma bianca, a subire sevizie, schiaffi, insulti, camminare a quattro zampe, fare la verticale sostendosi ad una pianta e praticare del sesso orale. 
Tutto questo sempre nel gelo delle notti invernali, che hanno reso ancora più crudo il trattamento riservato alle vittime. 

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Le indagini della Squadra Mobile hanno permesso alle forze dell'ordine di rintracciare le due tramite accertamenti, soprattutto sui tabulati telefonici, che non avevano denunciato il fatto per la paura e lo shock subito, ma che poi hanno confermato le ipotesi della Polizia.
Su richiesta del Pm Ardito, il Gip Vacca ha quindi aggiunto i capi di violenza sessuale, tortura e violenza privata, alle accuse mosse ai due, che si trovano attualmente in carcere. 

Il modus operandi sempre molto simile e il fatto che le ragazze siano state portate sempre nello stesso posto, fa quindi temere agli uomini della Squadra Mobile che ci possano essere stati altri episodi e altre vittime della coppia. Pertanto il dirigente Roberto Di Benedetto ha replicato l'appello diffuso anche nei giorni scorsi di denunciare eventuali altre violenze. 

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