Venerdì, 15 Ottobre 2021
Cronaca San Pietro in Cariano / Viale Ingelheim

Condannata in Romania, vive in Valpolicella. Arrestata coppia di evasori

Sapevano di avere guai con la giustizia nel loro Paese e non l'hanno nascosto ai carabinieri di San Pietro in Cariano quando si erano trasferiti. E non hanno opposto resistenza quando i militari hanno eseguito il mandato d'arresto europeo

Da oltre due anni si erano trasferiti in Valpolicella dove avevano anche preso la residenza insieme ai loro figli, la coppia di cittadini romeni tratta in arresto dai carabinieri venerdì pomeriggio, 15 gennaio. Marito e moglie erano destinatari di un mandato di arresto europeo, emesso dalle autorità romene, a seguito della condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione. I due avevano preso parte ad un'associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale. Nel loro Paese, erano proprietari e gestivano un'importante impresa di ceramiche e piastrelle coinvolta, insieme ad altre, in un giro di false fatturazioni per eludere il fisco, nel periodo fra il 2009 ed il 2012. Dopo un primo arresto in patria, la coppia era stata scarcerata e si era trasferita in Italia, a San Pietro in Cariano, dove l’uomo, I.T.M. di 58 anni, aveva trovato lavoro nei campi, nonostante una laurea da ingegnere, e dove la moglie, M.I. di 65 anni, dava una mano alla figlia in una piccola attività commerciale. Entrambi sapevano di avere guai con la giustizia in Romania e non ne avevano fatto mistero ai carabinieri della locale stazione che li avevano controllati quando avevano stabilito la residenza sul territorio.

L'arresto è scattato quando il servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Ministero dell'interno ha inoltrato ai carabinieri della compagnia di Caprino Veronese il mandato d'arresto europeo (mae) emesso dalle autorità romene, essendo passata in giudicato la condanna a carico dei due coniugi. I carabinieri di San Pietro in Cariano, attivati da quelli di Caprino, hanno rintracciato la coppia, la quale era consapevole della condanna e quindi ha atteso in casa l'arrivo dei militari. L'uomo e la donna sono stati trasferiti poi al carcere di Montorio. E come prevede la legge sul mae, dell'arresto è stata data comunicazione al presidente della Corte di Appello di Venezia, per la convalida, e ad al Ministero della giustizia, per la formale comunicazione alle autorità romene.

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