Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca San Zeno / Piazza Pozza

Verona, convegno sulla violenza sulle donne: la testimonianza di Laura Roveri

Sabato 3 ottobre presso la sede dell'Ater di piazza Pozza a Verona si è tenuto il convegno "I nomi della violenza". Dopo l'intervento di Laura Roveri, dai presenti sono arrivati tanti altri racconti di violenza

Non è la prima volta che Laura Roveri racconta la sua storia, che ormai conosciamo tutti. Il Tribunale ha condannato l'ex fidanzato Enrico Sganzerla per tentato omicidio e ha riconosciuto nell'aggressione, avvenuta fuori da una discoteca di vicenza nell'aprile 2014, l'intenzione di uccidere la ragazza. Tuttavia, durante il convegno I nomi della violenza che si è tenuto il 3 ottobre presso la sede Ater di piazza Pozza a Verona, il racconto di Laura non è stato l'unico, anzi, ha spinto altre donne presenti tra il pubblico a raccontare la propria storia.

"È successo, così, che un convegno di stampo informativo ha potuto avere subito anche un'utilità sociale". Questo il commento su L'Arena dell'organizzatrice dell'incontro, Giuliana Guadagnini, psicologa clinica specializzata in psicologia giuridica, sessuologa e docente presso l'Istituto universitario salesiano di Venezia. Così continua la professoressa: "Laura ha questa dote: veicolare i messaggi in modo diretto, rompendo il ghiaccio. Perciò i professionisti del settore la chiamano spesso a parlare nelle campagne di sensibilizzazione nelle scuole. C'è bisogno di lavorare in rete per essere di maggior aiuto alle persone colpite da varie forme di violenza. Oggi, purtroppo, le varie professionalità tendono ancora a operare ciascuna nel proprio orticello. Questo il senso di organizzare, nella Settimana del benessere sessuale, un convegno diretto innanzitutto agli addetti ai lavori, come psicologi, psichiatri, avvocati, criminologi, assistenti sociali, ma aperto anche alla popolazione".

Durante l'incontro, non si è parlato solo di violenza sulle donne, ma anche di altri fenomeni come l'adescamento di minori sulla rete a scopo sessuale e pedopornografico e anche il sexting, cioè lo scambio di messaggi, foto e video sessualmente espliciti tra adolescenti.

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