Conte: «Chiusi musei e nel weekend i centri commerciali, limiti circolazione la sera. Misure differenziate per Regione»

Chiudono in tutta Italia i musei, nel weekend chiusi anche i centri commerciali, la capienza dei mezzi pubblici ridotta al 50% e «limitazioni alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda»

 

Col nuovo Dpcm chiuderanno «i musei e le mostre» in tutta Italia e la capienza sui mezzi pubblici «verrà ridotta al 50%». Le varie Regioni del Paese saranno però suddivise in tre differenti "aree di rischio", in base alle quali saranno previste specifiche misure restrittive. Le Regioni verranno monitorate e, per il tramite di un'ordinanza del ministro della Salute, potranno di volta in volta essere inserite in una o nell'altra "fascia di rischio" con le conseguenti relative misure più o meno restrittive da applicare. È la principale innovazione della strategia prevista nel Dpcm illustrato oggi alla Camera dei deputati dal premier Giuseppe Conte e che verrà firmato nelle prossime ore.

Spostamenti tra Regioni

Anche sugli spostamenti interregionali il premier Conte ha anticipato che saranno previste delle limitazioni, ma esclusivamente «da e verso le Regioni» che saranno indicate come «ad alto livello di rischio». Nel caso una Regione non sia ad alto livello di rischio e un cittadino voglia da qui spostarsi verso un'altra Regione che invece sia inserita nella fascia ad alto rischio, ciò sarà possibile solo, secondo le parole di Conte, qualora sussistano «comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o di salute, situazioni di necessità».

Su questo punto si apre una questione enorme, poiché se così fosse sparirebbe dal Dpcm la dicitura «situazioni d'urgenza» prevista durante il lockdown della prima ondata per gli spostamenti interregionali e, dunque, anche il semplice "fare la spesa al supermercato", cioè una «situazione di necessità» a tutti gli effetti, potrebbe motivare lo spostamento tra Regioni diverse anche verso quelle inserite nella "fascia di rischio elevato" (ma sul punto bisognerà attendere il Dpcm scritto e, verosimilmente, delle nuove FAQ del governo).

Regimi differenziati per diversi territori regionali

In breve, il presidente del Consiglio ha comunque chiarito nel suo discorso alla Camera del parlamento che «oggi ci troviamo in una situazione diversa rispetto alla prima ondata» e dunque «diverse devono essere le decisioni». La strategia è insomma quella che si può riassumere nell'espressione utilizzata dal premier Conte sempre in un passaggio del suo discorso di oggi: «Regimi differenziati nei diversi territori regionali». Ma anche e soprattutto: «Intervenire a più riprese e in modo graduale con restrizioni ed allentamenti». Il tutto, come già detto, verrà sempre stabilito seguendo il criterio del «coefficiente di rischio per ciascuna Regione» in relazione alla diffusione del virus Sars-CoV-2, con lo scattare di misure più restrittive, oltre alle norme vigenti sul piano nazionale, in quelle Regioni che saranno classificate come aree ad «alto rischio» nella ripartizione prevista in tre differenti fasce.

Nuove norme valide in tutta Italia

Ciò detto restano però delle misure valide sull'intero territorio nazionale che il nuovo Dpcm prevederà come cornice generale. Tra le principali novità, oltre alla chiusura dei musei e alla riduzione al 50% della capienza sui mezzi pubblici, il premier Conte ha annunciato la «chiusura dei centri commerciali nel weekend», ma anche, sempre in tutta Italia, saranno previste dal Dpcm «limitazioni alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda». Anche in merito a questo punto che è in fondo il ventilato "coprifuoco", lo stesso Conte ha dichiarato che si potrà uscire di casa durante la «fascia serale più tarda» (espressione ambigua che lascerebbe però intendere come orario fissato più le ore 21 che non le 18), solo per le già menzionate «comprovate esigenze lavorative», oppure i «motivi di studio o di salute» e le «situazioni di necessità».

In merito alla scuola la formulazione del premier è stata abbastanza sibillina: «Prevediamo la possibilità che le scuole di secondo grado possano passare anche integralmente alla didattica a distanza». Provando a tradurre non vi sarà "obbligo", ma possibilità per le scuole superiori di fare 100% di didattica a distanza. È chiaro si debba aspettare il Dpcm scritto su questo punto, poiché le anticipazioni di Conte che ha parlato di «possibilità» non chiariscono del tutto il tema e rivelano forse "trattative" ancora in corso. Sull'intero territorio nazionale è poi prevista nel Dpcm la chiusura dei corner per scommesse e videogiochi «ovunque siano collocati».

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