Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona città dei musei? PD: "Per il Museo di Scienze Naturali servono 11 milioni"

Trasformare Verona in un'articolata e virtuosa città dei musei, è un'idea ambiziosa e realizzabile certo, ma che necessita progettualità e finanziamenti importanti. Lo ricordano i due consiglieri del PD Bertucco e La Paglia

La recente inaugurazione del nuovo allestimento nella Galleria d'Arte Moderna Achille Forti, accompagnata da celebrazioni da parte persino del nuovo direttore generale del Ministero dei Beni Culturali Ugo Soragni, aveva portato con sé una ventata d'ottimismo in merito alla possibilità di vedere la città di Verona, trasformarsi nell'arco di qualche anno in una sorta di "città dei musei". Ma come sempre, oltre alle intenzioni più o meno buone, per realizzare le cose serve il vile denaro e, forse ancor di più, una valida programmazione a lunga scadenza, nonché una certa ampiezza di vedute. A ricordarlo immediatamente dopo la recente euforia collettiva, sono stati direttamente i due consiglieri comunali del PD Michele Bertucco ed Elisa La Paglia, mettendo subito in chiaro che, ad esempio, per il paventato trasferimento del Museo di Storia Naturale a Castl San Pietro servirebbero ben 11 milioni di euro, mica bruscolini. Oltre a ciò, ricordano i due consiglieri dell'opposizione all'interno del comunicato che riportiamo di seguito, avrebbe forse senso che una città patrimonio dell'Unesco e che ambisce a divenire una "città dei musei", prima di sognare troppo in grande, si dotasse quantomeno di un Assessore alla Cultura, figura fondamentale se al di là delle parole si desidera davvero investire in tale campo, ma che attualmente risulta mancante, o meglio coesistente nella stessa figura del primo cittadino Flavio Tosi:

"L'idea di creare nella nostra città un sistema museale all'avanguardia in grado di valorizzare l'immenso patrimonio che possediamo è un'idea sicuramente allettante anche in vista del potenziale indotto turistico, ma dovrebbe incontrare da parte dell'amministrazione comunale un qualche tipo di programmazione e di condivisione degli obiettivi”. Così i consiglieri comunali Michele Bertucco ed Elisa La Paglia, che rendono noto alcuni dati relativi ai costi che il Comune dovrà sostenere per allestire il museo di Scienze Naturali a Castel San Pietro. Da una decisione di giunta dello scorso maggio – continuano – apprendiamo che occorreranno 4 milioni di euro per gli allestimenti, 1 milione per i trasferimenti e ben 6 milioni per sistemare i depositi delle collezioni, i laboratori di ricerca e la biblioteca specializzata che, come abbiamo evidenziato fin dall'inizio, non potranno trovare posto a Castel San Pietro a causa degli spazi insufficienti e che con ogni probabilità andranno (o resteranno) all'Arsenale”.

“Possiamo pure dire che venderemo qualche palazzo storico, a partire dalle sedi museali attuali, ma visto il flop del grande risiko immobiliare che ci trasciniamo in bilancio dal 2008 direi che per progetti ambiziosi come a Castel San Pietro o la Città dei Musei occorrano presupposti più robusti che si possono creare soltanto con una progettualità condivisa da tutti gli attori cittadini che possono trarre beneficio da questo tipo di sviluppo” appunta il capogruppo Bertucco. “I fallimenti dell'attuale approccio basato su scelte raffazzonate ed estemporanee lo abbiamo sotto agli occhi con il museo Amo. Non da ultimo occorre un vero assessore alla cultura. Quello che c'è adesso, diviso com'è tra le beghe della politica nazionale e le concessioni autostradali, fatica perfino a trovare il tempo di fare il Sindaco...”

“Dopo quella dell'ottobre scorso chiederemo una nuova convocazione della commissione Cultura per fare il punto su Castel San Pietro e sul sistema museale cittadino” aggiunge la consigliera La Paglia. “Il fatto che l'amministrazione pensi di investire ulteriori risorse sull'Arsenale impone quanto meno una riflessione sulla destinazione di questo monumento unanimemente riconosciuto come la sede “naturale” del museo di Scienze. L'ovvia e legittima preoccupazione di fare uno spezzatino del nostro sistema museale si evidenzia anche nella duplicazione del museo archeologico che per una parte (quella statale) è ospitato a San Tomaso (ancora in attesa di ristrutturazione) e per un'altra al Teatro Romano. Sopra tutto c'è il problema dell'immobilismo: si svendono i palazzi storici ma poi l'esperienza ci dice che rimangono fermi, inutilizzati, esattamente come i soldi per l'Arsenale”.

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