Cronaca San Bonifacio / Via Luigi Pirandello

Continuano le polemiche sul centro culturale islamico a San Bonifacio

La Lega Nord prosegue con la raccolta firma iniziata domenica scorsa e che proseguirà per tutto il mese di settembre, mentre il consigliere comunale alessandro Signorato attacca duramente il sindaco Provoli

Mentre prosegue la raccolta firme della Lega Nord a San Bonifacio (finora ne sono state raccolte circa 200) per chiedere che si regolamenti la concessione dei permessi ai potenziali nuovi insediamenti di luoghi di culto, non si arrestano nemmeno le polemiche tra il sindaco Gianpaolo Provoli e gli esponenti dell'opposizione. In particolare dopo che il sindaco era intervenuto sul tema del Centro Islamico che un tempo aveva sede in via Ritonda, che poi è stato ospitato temporaneamente nella palestra del Palaferroli e che ora è stato nuovamente ricollocato all'interno della palestra delle scuole medie a Prova (frazione di San Bonifacio), dichiarando che tale centro era stato autorizzato proprio dall'amministrazione precedente la sua, gli ha voluto rispondere il consigliere comunale esponente della Lega Nord Alessandro Signorato.

Come riferisce anche l'Arena, Signorato a tal proposito ha diffuso un comunicato dove spiega in modo piuttosto eloquente la sua visione delle cose: "Piuttosto che affrontare i problemi, il sindaco scarica le responsabilità su chi lo precedeva. L'autorizzazione del Centro islamico è stata fatta a suo tempo d'ufficio, come prevede la legge per un immobile privato, e non certo per volere della Lega Nord, che anche sul famoso "dormitorio" si è sempre battuta per contrastarlo, a differenza del Pd, il quale invece ne ha sempre sostenuto e già preparato le basi, modificando la variante in merito. L'amministrazione riguardo il Centro islamico è intervenuta solo dopo le varie segnalazioni e denunce fatte dai residenti, altro che la sua amministrazione ha vigilato! Qui il sindaco si sta prendendo dei meriti che non sono certo suoi. Tutto questo è ridicolo. Inoltre, ancora nel mese di marzo presentavo un' interrogazione a risposta scritta al sindaco in merito, ma finora non mi ha ancora risposto. E sono passati cinque mesi. Saremo a Prova anche il mese prossimo per la raccolta di firme e a breve andrò a Venezia per discutere di questo con l'assessore regionale Carazzari. Ricorderemo questa amministrazione come scarica barile, della serie: la colpa è sempre e solo di chi lo precedeva. Bisogna smetterla di prendere in giro i cittadini e dare loro invece risposte precise e puntuali". E una risposta, molto probabilmente se la aspettano anche i cittadini membri dell'associazione culturale islamica, nella speranza di capire al più presto dove potranno finalmente insediarsi in modo definitivo.

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