rotate-mobile
Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca San Bonifacio / Piazza Costituzione

Pfas, accordo tra i tre Consigli di Bacino. Opere per 180 milioni di euro

I tre enti che regolano il servizio idrico nelle aree interessate dall'inquinamento al lavoro per trovare una soluzione definitiva al problema

Prevenzione e abbattimento degli inquinanti, monitoraggio e prevenzione della diffusione nell’ambiente di Pfas e altri interventi per l’abbattimento delle sostanze perfluoro alchiliche e per permettere ai cittadini di bere acqua pulita. Sono le linee guida stilate nell'accordo sottoscritto tra i tre Consigli di Bacino (Consiglio di Bacino Bacchiglione, Consiglio di Bacino Valle del Chiampo e Consiglio di Bacino Veronese) che regolano il servizio idrico integrato nelle aree interessate dall'inquinamento di Pfas per trovare una soluzione definitiva al problema emerso nel 2013 nelle province di Verona, Padova e Vicenza.

I tre Consigli di Bacino cominciano a lavorare in squadra con la nascita del tavolo tecnico per la condivisione della pianificazione delle attività di sostituzione delle fonti di acqua potabile inquinate dai Pfas. Un protocollo di intesa per la pianificazione congiunta delle opere di adeguamento delle reti e degli impianti di acquedotto, al fine di tutelare la qualità della risorsa idrica.

Un primo elenco condiviso di interventi sugli acquedotti è stato già annunciato ed entro la fine dell’anno diventerà definitivo. Per risolvere la crisi innescata dall’inquinamento delle falde la soluzione a lungo termine e definitiva è l’interconnessione delle reti di acquedotto, che consentirà l’integrale sostituzione delle fonti di approvvigionamento a rischio e la tutela degli abitanti dei 29 comuni interessati. In totale le opere individuate richiedono 179.190.000 euro espandibili a 239 milioni e il Governo ha già stanziato 80 milioni di euro.

Nella provincia di Verona sono 14 i comuni interessati dall’inquinamento di Pfas e il Consiglio di Bacino Veronese aveva già previsto degli interventi nel Piano d’Ambito. Acque Veronesi, che ha in gestione l’impianto di potabilizzazione di Almisano, è intervenuta tempestivamente per contrastare l’emergenza Pfas. L'assemblea dei sindaci ha saputo poi reagire prontamente all’emergenza, approvando il piano di interventi di emergenza Pfas che ha come obiettivo proteggere la salute umana e tutelare il territorio. Sono già stati attivati interventi per 5.760.000 euro: l’accordo di programma Pfas prevede altri 91.040.000 euro per sostituire la fonte di Almisano connettendo la rete dell'acquedotto. L'acqua sarà prelevata dalla falda veronese e collegata all’est veronese. E a sua volta, la falda veronese sarà collegata a quella di Bussolengo.

Si prevedono inoltre ulteriori interventi di estensione della rete, un nuovo pozzo a Belfiore, una linea adduttrice Verona est-Lonigo e pozzi a Verona est, l'approvvigionamento da Belfiore, il collegamento con i pozzi di Caldiero, pozzi a Bussolengo e una linea adduttrice a Verona ovest fino ad un'interconnessione Bussuolengo-Verona est.

Giampaolo Provoli, sindaco di San Bonifacio e membro Comitato Istituzionale Consiglio di Bacino Veronese: "Credo che sia arrivato il momento di risolvere il problema alla radice con nuove fonti di approvvigionamento che diano garanzia di acqua pura. C’è attesa da parte dei cittadini e c’è urgenza di portare avanti soluzioni tecniche. È importante che i tre Consigli di Bacino cerchino insieme soluzioni tecniche che possano essere durature, almeno per i prossimi cinquant’anni. Speriamo che tutte le forze politiche e che il prossimo Governo garantiscano gli impegni già presi".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pfas, accordo tra i tre Consigli di Bacino. Opere per 180 milioni di euro

VeronaSera è in caricamento