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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Coniugi gettati nel Garda arrestato il figlio 46enne

I corpi ritrovati a Peschiera. L'omicidio sarebbe avvenuto nella loro casa di Carpi, Modena

E’ stato risolto in meno di due giorni il “giallo di Peschiera”. I due corpi ritrovati nel canale di Mezzo del lago di Garda, sarebbero quelli di una coppia di coniugi modenesi, i Bellarosa di Carpi. Il figlio Davide, 46enne, è il maggior sospettato dell’omicidio e i carabinieri di Peschiera, già stamattina, sarebbero giunti nella cittadina emiliana per interrogarlo. Stando alle dichiarazioni dei militari il figlio avrebbe negato di essere l'autore dell'omicidio.

Avrebbe ucciso i suoi genitori nel garage di casa, in via Ragazzi del '99, soffocandoli e, successivamente, li avrebbe avvolti in un cartone e trasportati fino in Veneto in auto percorrendo un centinaio di chilometri. Poi li avrebbe gettati nel lago, all’altezza di Peschiera. Ancora poco chiaro il movente che avrebbe spinto il figlio ad ammazzare il padre, 70enne, e la madre, più giovane di una decina d’anni, ma ora si fa larga l’ipotesi di una richiesta di soldi, sfociata poi in un raptus di violenza omicida. Trasferito nella caserma di Carpi, il figlio ha negato l'omicidio. Ora i militari indagano sul passato del giovane, che secondo alcune indiscrezioni, avrebbe già avuto disturbi mentali. Il caso passerebbe ora alla Procura di Modena, in quanto il reato più grave sarebbe stato commesso nel territorio emiliano, mentre Peschiera rientrerebbe solo per l'accusa di occultamento di cadavere.

Intanto stamane è stata fissata l’autopsia dei due corpi, a cura della dottoressa Elena Pellini, dell’Istituto di medicina legale di Borgo Roma che farà chiarezza sull’orario del decesso e sulle reali cause. Da un primo esame necroscopico i corpi non riportavano evidenti segni di violenza, tranne che per le legature agli arti e al collo. L’esame autoptico svelerà se siano stati determinanti per causare il decesso della coppia. Una svolta a tempo di record, quindi, per il caso che ha scosso i residenti del piccolo centro turistico di Peschiera. Il primo ritrovamento, quello del 70enne, è avvenuto sotto una piattaforma galleggiante del bar Centrale, domenica alle 21e30. Addosso aveva solo un pannolone per non autosufficenti. A scoprire il cadavere è stato il titolare del locale, Marco Menzani. La mattina dopo, verso le 10e45, è riemerso il secondo corpo, quello della donna, che indossava una maglietta blu e una gonna rossa. Nel reggiseno nascondeva due rotoli di banconote da 80 e 120 euro. Entrambi i corpi erano avvolti da un involucro di cartone tenuto assieme con dello scotch da pacchi, un sacchetto di cellophane sulla testa, mani e piedi legati dietro la schiena.

Nessun documento d’identità era stato rinvenuto e molte erano le ipotesi avanzate dagli investigatori. Esclusa da subito la pista della malavita organizzata, nonostante la donna sia stata ritrovata con mani e piedi legati assieme. Un rituale, quello “dell’incaprettamento” che avrebbe potuto avvicinare l’omicidio alla ‘ndrangheta calabrese. Molte le incongruenze del caso, quindi, che hanno spinto i carabinieri ad indagare sulle denunce di sparizione in Veneto, Lombardia e Trentino. Ora le perplessità più grandi riguardano il movente, e, soprattutto il motivo per cui, la donna avesse nascosto la somma di denaro all’interno della biancheria intima.

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