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Parco della Lessinia, confronto sulle modifiche. "Clima sereno e costruttivo"

La Regione ha parlato con i sindaci per trovare nuove forme di gestione del parco. Il deputato veronese del PD Diego Zardini chiede però di fare attenzione alla nuova legge di riforma delle aree protette in approvazione in Parlamento

"Un confronto franco e utile, in un clima sereno e costruttivo". Così l'assessore regionale ai parchi Cristiano Corazzari ha parlato dell'incontro che si è svolto a Bosco Chiesanuova con alcuni sindaci dei Comuni del Parco della Lessinia, non tutti e 15 infatti erano presenti.

Per Corazzari l'incontro è stato "un ottimo viatico nella definizione di un nuovo e più efficace sistema di governance del parco". La possibilità di rivedere norme datate, zone e confini, approvata dalla Regione, è stata discussa nella sede del parco. "Anche i Comuni sono fermamente decisi a trovare delle nuove soluzioni gestionali condivise da attuare al più presto - ha concluso Corazzari - Intanto faremo tesoro delle indicazioni, valuteremo le conseguenti proposte tecniche e torneremo a confrontarci con gli amministratori locali".

Ai sindaci della Lessinia però, il deputato veronese del PD Diego Zardini ha chiesto di fare attenzione. "Si parla di una riduzione di circa il 50% delle aree agro-silvo-pastorali ad elevata tutela ambientale, per trasformarle in aree cosiddette contigue, il che permetterebbe una maggiore elasticità a cominciare dai permessi di costruzione - ha scritto Zardini - Il Parlamento, nella commissione ambiente di cui faccio parte, sta votando una legge di riforma sulle aree protette. La riforma vuole semplificare da un lato le regole di gestione, mettere al centro gli enti locali che amministrano, introdurre finalmente il pagamento dei servizi ambientali ed ecosistemici svolti dalle aree protette verso tutti col principio che la comunità deve riconoscere questi servizi anche economicamente e risolvere il problema della presenza di nocivi. Tutto ciò però con l'obiettivo di tutelare e valorizzare la conservazione della biodiversità. Riterrei quindi opportuno che la normativa regionale non facesse strappi probabilmente impugnabili, rispetto alla legge quadro nazionale".

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