'Ndrangheta, in appello condanne confermate ai Multari con pene ridotte

I membri della famiglia calabrese ma da molti anni attiva nel territorio veronese erano stati arrestati nel febbraio dello scorso anno nell'Operazione Terry e condannati in primo grado nel gennaio di quest'anno

Casa della famiglia Multari (Foto Vicenza Today)

Sono state confermate anche nel processo di appello la sentenza per i membri della famiglia Multari, arrestati nel febbraio dello scorso anno nella ribattezzata Operazione Terry e condannati in primo grado nel gennaio di quest'anno. Ma anche se alcune condanne sono state confermate, le pene sono state leggermente ridotte per i membri del clan attivo nel Veronese e legato alla 'ndrangheta calabrese.

Diversi i reati contestati agli imputati: dalle minacce alle estorsioni, dalle violenze alla resistenza a pubblico ufficiale, dai trasferimenti fraudolenti all'incendio. Illeciti aggravati dalle modalità mafiose. Un'aggravante confermata anche nella sentenza di condanna del secondo grado di giudizio, seppur non per tutti i reati.

Non sono state invece confermate le pene, come riportato da Giovanni Costa sul Corriere di Verona. Gli anni di reclusioni inflitti a Domenico Multari sono passati da nove a sette e dieci mesi. Per Fortunato, fratello di Domenico, pena ridotta a due anni e otto mesi (riduzione di sei mesi). La condanna per il figlio di Domenico Multari, Alberto, è scesa a due anni, invece dei due anni e otto mesi decisi in primo grado. Infine, Antonio Multari era stato condannato a due anni in primo grado, mentre in appello ha ottenuto la sospensione condizionale della pena e la revoca dell'obbligo di presentazione alla polizia.
Le riduzioni di pena sono dovute al fatto che diverse accuse rivolte ai Multari sono cadute oppure perché gli imputati sono stati assolti da reati che erano stati loro attribuiti.

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