Finisce con un patteggiamento a 10 mesi la fuga dalla Polizia su un'auto rubata

Il folle inseguimento avvenuto lo scorso 21 giungo tra un'auto della Polizia e una vettura rubata, si è concluso con il patteggiamento a 10 mesi per i tre che erano a bordo, ora accusati di una lunga sfilza di reati commessi in tale occasione

L'episodio risale allo scorso 21 giugno quando tre persone fuggirono a bordo di una vettura rubata, venendo inseguiti dalla Polizia per le strade urbane. In particolare l'inseguimento si svolse tra il Pradaval, Santa caterina e via Marconi, peraltro quest'ultima percorsa in senso contrario. Non contenti i fuggiaschi avevano pure cercato di speronare la Volante della Polizia, finendo tuttavia la loro folle corsa contro un edificio, del quale avevano rotto le tubature del gas causando l'intervento dei Vigili del Fuoco e dell'Agsm.

Nella giornata di ieri lunedì 26 ottobre, i tre autori di queste "memorabili gesta" sono stati processati e hanno patteggiato una pena di 10 mesi per, in serie, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione in concorso, danneggiamento aggravato ed evasione. L'autista della macchina rubata aveva un tasso alcolemico sopra la norma durante l'inseguimento, e come riferito dall'Arena, presentava già a suo carico dei precedenti oltre che essere evaso per l'occasione dai domiciliari.

Nei giorni seguenti all'arresto peraltro i Carabinieri erano tornati a cercarlo, ma non lo avevano trovato in casa, cosa che implicava una reiterazione evidente del reato di evasione dai domiciliari. Come sempre riportato dall'Arena, in merito alla vicenda era persino intervenuto il sindaco di Verona Flavio Tosi, dicendosi indignato per quanto accaduto: "Sono senza parole perché può accadere solo in Italia che una persona, a soli tre giorni di distanza dall'evasione dai domiciliari commettendo una sfilza di reati, rimandata dal magistrato ai domiciliari, sia evasa nuovamente e, cosa ancor più assurda, venga ancora rispedita a quegli arresti domiciliari di cui ha dimostrato di fregarsene. Occorre una riforma del codice penale che renda più severa la concessione di misure cautelari alternative al carcere e riduca i margini di discrezionalità nella loro applicazione".

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