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Lago di Garda, le nuove linee guida per la concessione di spazi acquei

La Giunta regionale ha approvato le nuove linee guida per l’assegnazione e gestione degli spazi acquei e di terra nei porti dei comuni lacustri della sponda veronese del Garda

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici e trasporti, le linee guida per l’assegnazione e la gestione degli spazi acquei e a terra nelle zone portuali dei comuni rivieraschi della sponda veronese del lago di Garda e dei relativi Piani porti.

“Abbiamo stabilito nuovi criteri e modalità operative che nell’insieme producono una vera e propria riorganizzazione e razionalizzazione del sistema delle concessioni per gli ormeggi delle imbarcazioni lungo le sponde veronesi del lago di Garda – sottolinea l’assessore regionale ai Trasporti –. Un lavoro che deriva dalla collaborazione e dal confronto con gli enti territoriali e in particolare con i Comuni rivieraschi. Questo testo rinnovato e coordinato, che abroga e sostituisce le vigenti linee guida, non è calato dall’alto ma è il frutto di un'attenta e responsabile attività di concertazione svoltasi nell’ambito di un tavolo tecnico convocato dagli uffici regionali, nel quale sono state recepite le proposte di modifica formulate dagli stessi Comuni a seguito dell’esperienza da loro maturata nel corso degli ultimi anni di gestione delle zone portuali”.

Le più significative modifiche introdotte riguardano: nuovi criteri più stringenti sui subentri al fine di combattere il fenomeno dei “prestanome”; l’aggiunta di una nuova categoria di richiedenti (assistenza meccanica e/o tecnica da espletarsi a lago su unità da diporto); l’assegnazione alla categoria del pescatore professionale di un solo posto barca, con deroga in caso di famiglie con più pescatori; eliminazione del cosiddetto “diritto di insistenza”; inserimento tra le cause di decadenza dalla concessione il non uso continuato della stessa per un anno; la possibilità per i Comuni di assegnare extra bando a forze dell’ordine, vigili del fuoco, Croce Rossa e soggetti che svolgono funzioni di interesse pubblico, altri spazi acquei-boa; chiarimenti sul canone da applicare alle concessioni (il 60% va riversato alla Regione); uno strumento fornito ai Comuni per equilibrare i canoni delle concessioni di aree diverse al fine di evitare concorrenze sleali.

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